31 marzo, Martedì Santo: Gesù annuncia il tradimento di Giuda

La liturgia ci propone il brano tratto dal Vangelo secondo Giovanni (13,21-33.36-38). È un momento drammatico: durante la cena, Gesù annuncia il tradimento di Giuda e predice anche che Pietro lo rinnegherà.

«Uno di voi mi tradirà…»
«Dove vado io, tu per ora non puoi seguirmi…»
«Non canterà il gallo, prima che tu non mi abbia rinnegato tre volte.»

Parole pesanti come pietre, che colpiscono il cuore dei discepoli. Il clima è teso, carico di presagi. Gesù, pur conoscendo ciò che lo attende, continua ad amare, a donarsi, a preparare i suoi.

 Tradimento, ma anche amore

Il Martedì Santo ci mette davanti al mistero del tradimento: quello di Giuda, ma anche quello di Pietro, che pur amando Gesù, cederà alla paura.
Ma è proprio in questo contesto che emerge l’infinita misericordia di Dio: Gesù non abbandona, non giudica, non chiude la porta.

È il giorno in cui ognuno è chiamato a riconoscere le proprie fragilità, i propri rinnegamenti, e a metterli davanti al Signore con cuore sincero.

 Le celebrazioni e lo spirito del giorno

Come negli altri giorni feriali della Settimana Santa, si celebra la Santa Messa, con un tono sempre più raccolto. In molte parrocchie si vivono momenti di adorazione e confessioni, in preparazione al Triduo.

Questo giorno può essere un’occasione privilegiata per un esame di coscienza profondo, per accostarsi al Sacramento della Riconciliazione e chiedere la forza del perdono.

Un cammino verso la luce, attraverso l’ombra

Il Martedì Santo ci accompagna nel cuore stesso della lotta interiore, ma ci offre anche una speranza: Gesù conosce il cuore dell’uomo e continua ad amarlo.
E anche quando noi ci allontaniamo, Lui continua a guardarci, a chiamarci, a prepararci un posto accanto a Sé.