Vincenzo Visiello detto ” ‘a Rutell” non è il rifornitore del clan Gallo Cavalieri.
La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nell’ambito dell’inchiesta che ha svelato l’esistenza di un’associazione “costola” del clan Gallo/Cavalieri, che si occupava del traffico di stupefacenti nel centro storico della città oplontina, aveva chiesto ed ottenuto la custodia carceraria anche di Vincenzo Visiello, pluripregiuducato anche per reato di omicidio.
“Vicienz ‘a Rutella”, questo era il soprannome con cui veniva appellato l’indagato nel corso delle conversazioni intercorse con i vertici del “clan” per l’acquisto di diversi pacchi da 1 chilo della “roba” (cocaina) necessaria per il rifornimento delle piazze di spaccio controllate dal clan, che avevano siglato un “accordo” per la vendita al dettaglio della droga.
La tesi difensiva proposta dal legale di Visiello – l’avvocato penalista Roberto Cuomo -, è stata completamente accolta ieri dai Giudici della Decima Sezione Penale del Tribunale del Riesame di Napoli, nonostante il Gip avesse applicato l’estrema misura carceraria visti anche i precedenti, l’ordinanza è stata completamente annullata con immediata scarcerazione e ritorno in libertà di Vincenzo ” ‘a Rutella”.
Vincenzo Visiello, insieme a un suo nipote erano rimasti coinvolti in un giro di usura ai danni di un imprenditore di Torre Annunziata.
L’imprenditore, vessato da quasi 10 anni di esosi interessi, non riuscendo più a tener testa ai pesanti impegni assunti che lo costringevano a versare a uno 3.500 euro mensili per un prestito di centomila euro eall’altro 700 euro mensili a fronte di un prestito di circa ventimila euro, pagando solo gli interessi perché il capitale prestato era ancora tutto da restituire, ridotto ormai quasi sul lastrico e senza alcuna possibilità di liberarsi dei debiti, aveva denunciato tutto alla polizia.

