Boscoreale 2.0, Ametrano: “Costruire ‘città di tutti’, lo sport come leva per l’inclusione sociale”

Boscoreale. “La nostra comunità deve essere inclusiva per le persone diversamente abili e lo sport può e deve essere promotore di inclusione e crescita sociale. Il nostro augurio è che parta dai prossimi amministratori la sfida per il raggiungimento degli obiettivi per far ripartire il Paese dopo l’emergenza pandemica con una fase di rilancio non indifferente”.

Queste le parole di Stefano Ametrano, cofondatore della civica Boscoreale 2.0, che correrà a sostegno del candidato sindaco Francesco Faraone per la prossima tornata elettorale del 14 e 15 maggio.

“Troppo spesso assistiamo a politiche ed interventi disorganici attuate da diversi attori istituzionali che faticano a dialogare tra loro e a intraprendere un percorso comune”, ha evidenziato Ametrano. “Le amministrazioni locali – ha aggiunto – sono sempre impegnate a rincorrere una quotidianità impostata sull’emergenza, sulla rincorsa dei problemi, lasciando poco spazio alla prevenzione e alla programmazione.

Noi della civica Boscoreale 2.0 riteniamo si debbano supportare e incoraggiare le associazioni sportive a mettere in atto progetti di inclusione che utilizzino lo sport come strumento educativo di crescita della persona, di prevenzione del disagio sociale e di socializzazione, bisogna riuscire a catalizzare le risorse in termini sia economici che di capitale umano, lavorando in sinergia con gli altri Enti per creare una rete che metta al centro la persona”.

Per questo, “la maggiore sensibilità dei giovani deve essere la leva per combattere stereotipi negativi e fornire gli strumenti alle persone con disabilità per rendere i loro sforzi più simili ai nostri. Lo sport, è la terapia più utile per ritrovare la propria autonomia e realizzarsi in una società fondata sul merito, panacea contro le disuguaglianze.

La futura amministrazione Faraone dovrà migliorare le politiche di inclusione, tanto da farne una delle priorità dell’azione amministrativa, consapevoli di un ritardo rispetto ad altre realtà più evolute. Il nostro obiettivo è quello di lavorare all’abbattimento delle distanze, non soltanto fisiche ma anche nella percezione degli individui e delle famiglie, tra persone con diverse abilità, integrando le varie esigenze in un unico sistema di fruizione di servizi pubblici e privati e di vita comunitaria.

Di fronte al dato che parla di un 56% di italiani che non fanno attività sportiva, occorrerà agire su più versanti.

Avvieremo una banca dati integrata per censire tutti gli impianti disponibili sul territorio comunale di concerto con le società sportive, concentrando l’azione amministrativa sulla possibilità di creare le condizioni per praticare sport ovunque”.