Manovra, Meloni vede i capigruppo e serra i ranghi: «No ordine sparso»

Dobbiamo approvare la legge di bilancio e i decreti nei tempi previsti: è importante che in Aula non si vada in ordine sparso… Giorgia Meloni non vuole perdere tempo sulla manovra e detta i tempi nel corso dell’incontro pomeridiano a Palazzo Chigi con i capigruppo delle forze politiche di maggioranza. La presidente del Consiglio chiede ai partiti che sostengono il suo esecutivo di serrare i ranghi: l’obiettivo prioritario è scongiurare l’esercizio provvisorio e garantire alla manovra – che intanto ha ricevuto il via libera della Ragioneria di Stato – un percorso tranquillo e senza intoppi.

“Quella di oggi è stata una riunione molto tecnica, di metodo: bisogna evitare che i decreti in arrivo rallentino il percorso della legge di bilancio”, dicono all’Adnkronos fonti di maggioranza al termine dell’incontro. Per questo, sottolineano le stesse fonti, è stato deciso di contingentare gli emendamenti segnalati, che saranno circa 400, e di fissare un coordinamento dei capigruppo di maggioranza: la prossima settimana infatti è previsto un nuovo vertice di maggioranza con Meloni. In Commissione Bilancio dovrebbe essere audito a breve il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Tutti i partecipanti alla riunione di oggi danno il senso dell’urgenza. “C’è piena coesione della maggioranza e convergenza sui temi, l’esercizio provvisorio sarebbe una sciagura e noi non vogliamo correre questo rischio, essendoci tempi molto brevi”, afferma Tommaso Foti, capogruppo di Fdi alla Camera, uscendo da Palazzo Chigi. “I tempi sono quelli che sono – spiega – e tutti siamo d’accordo su una autolimitazione auspicabile” degli emendamenti. “Sulla legge di bilancio porteremo migliorie, ma niente di stravolgente, perché il testo già risponde alle nostre richieste”, le parole del presidente dei deputati leghisti, Riccardo Molinari.

“Abbiamo trovato un ascolto positivo del governo su come implementare meglio” alcune misure della manovra, prosegue l’ex titolare del Mise, assicurando che da parte di Meloni “non c’è stata nessuna richiesta di fare da stampella” al governo. Sulla manovra, precisa Calenda, “una collaborazione in Parlamento c’è, perché è nei fatti. Ma se si parla di un voto di fiducia allora no. Ci siamo impegnati a non fare ostruzionismo per mandare sotto il governo”. Il fondatore di Azione riserva una stoccata sia a Forza Italia che alle forze di opposizione che hanno deciso di protestare contro la legge di bilancio: “Se noi facessimo per una volta nella vita una roba normale. Se i partiti di governo, leggi Forza Italia, invece di sabotare Meloni contribuissero a fare la manovra e l’opposizione invece di andare in piazza presentasse provvedimenti migliorativi, forse sarebbe un Paese normale. Invece continuiamo a essere un Paese machiavellico di cui non ci capisce niente”.

Intanto, alla ricerca di un nuovo confronto sulla legge di bilancio, la premier Meloni ha convocato per il 7 dicembre prossimo alle 12.30 a Palazzo Chigi i leader di Cgil Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri. Alla riunione parteciperanno anche i ministri economici.

Fonte AdnKronos.com