La settimana del Migrante a Torre Annunziata organizzata dall’associazione Ubuntu [FOTOGALLERY]

Giunta al termine la prima edizione della Settimana del Migrante promossa dall’Associazione Ubuntu e la libreria Libertà di Torre Annunziata. Una settimana intensa che ha visto intrecciarsi relazioni e collaborazioni possibili per creare una comunità senza barriere e confini.

“L’Associazione Ubuntu è una realtà che opera sul territorio torrese da anni e che crede fortemente nella cultura come elemento di riscatto sociale” dichiara il presidente dell’associazione, il senegalese Ndemba Dieng, studente universitario e attivista per i diritti delle persone migranti. “Abbiamo deciso di istituire questa settimana sia come momento di riflessione sulla condizione degli stranieri in Italia ma anche e soprattutto per proporre modelli di sviluppo e cooperazione internazionale”.

E’ così che è nato il progetto “Soukaliku” che vuole incrementare e diversificare le attività generatrici di reddito a favore degli abitanti del comune di Sakal, in Senegal. Un progetto ambizioso, che però ha avuto fin da subito dei sostenitori, come l’Associazione Slow Food Magna Grecia Metapontum, con i soci Pietro Calandriello, Pasquale Lombardi, Mario Lavecchia, Franco Laviola e Imma Iannuzziello, fiduciaria della condotta Slow Food, partner del progetto, insieme a piccoli e grandi donatori, e gli stessi soci di Ubuntu, Roberta Cuomo, Loredana Trisante, Serena Ziveri, Marianna Ricco Ciano, Martha Rodrigues Frias, Therese Ndioung Ndione, le sorelle Anna e Pia Pisani, Giovanna Federico, Susy Vitiello e Aniello Aiello.

A dare il via alla settimana, il sindaco di Sakal Ousmane Dieng che nei suoi impegni internazionali non ha fatto mancare la vicinanza alla comunità senegalese di Napoli facendo tappa anche a Torre Annunziata, città gemellata con il comune africano, accolto dal Nicola Anaclerio e dallo staff dei Commissari, Maria Rosaria Quartuccio, Filomena Attruia e Maddalena Napolano.

La Settimana del Migrante è stata anche un momento per incrociare storie e autori, libri e culture, presso la libreria Libertà, che ha fatto da collante e contenitore dell’iniziativa. “Abbiamo creduto fin da subito al programma dell’associazione” dichiarano i titolari Fabio Cannavale e Rosaria Vitulano, che insieme allo scrittore Francesco Paolo Oreste, hanno proposto la partecipazione all’iniziativa di scrittori che condividono i valori di solidarietà del progetto.

Nella prima giornata Giacomo Casaula ha presentato il suo romanzo “Siamo tutti figli unici” presentato da Anna Copertino e Massimiliano Bonardi, un libro in cui è narrata una storia familiare dove si intrecciano solitudine e incomprensioni, alla ricerca di un senso da dare alla vita, che è dentro ognuno di noi a prescindere dalla latitudine.

La Settimana del Migrante è stata chiusa da Vincenzo Sbrizzi e il suo “Napolinegra”, dove sono narrate vite di migranti, donne e uomini spesso relegati ai margini ai quali invece il giornalista ha dato visibilità. Storie di chi ha lottato e di chi ce l’ha fatta a sconfiggere miseria e povertà.

Una settimana che ha visto crearsi una rete tra persone affinché si concretizzi una vera sola umanità, in cui nessuno si senta mai profugo, ma cittadino del mondo.

Titti D’Amelio