Napoli, lite durante una partita di calcio: accoltella due atleti della squadra avversaria

Una partita di calcio, una lite per futili motivi, due ragazzi accoltellati. Poteva finire in una tragedia, l’epilogo di una giornata di sport a causa di Gennaro Musella, nipote di Maria Licciardi, storico e carismatico capo dell’omonimo clan, costituente, unitamente alle famiglie dei Contini e dei Mallardo, il vertice del cartello camorristico noto come Alleanza di Secondigliano.

La Squadra Mobile e l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, nei confronti dell’indiziato su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, ritenuto gravemente indiziato del delitto di duplice tentato omicidio pluriaggravato.

All’aggressione avrebbe partecipato anche il padre dell’indagato, Giuseppe Musella, che è stato sottoposto a stato di fermo.

I due ragazzi feriti, componenti della squadra avversaria colpiti dal ventenne con diversi fendenti hanno provocato in una vittima lesioni gravi consistite in “traumatismo del fegato con ferita aperta in cavità, lacerazione maggiore” con prognosi riservata e, all’altra, lesioni consistite in “lesioni dei tessuti molli posteriori” con prognosi di 15 giorni.