Nei propositi elettorali di tutti i partiti c’è sempre la scuola al primo posto, dagli aumenti di stipendio agli insegnanti agli investimenti nell’edilizia della scuola pubblica. Ma la realtà è sempre stata un’altra, ovvero tagli per le scuole statali e finanziamenti alle scuole parificate, laddove, si sà, spesso gli insegnanti sono sottopagati e ricattati.
Gli investimenti nel settore dell’istruzione valgono bene per una promessa elettorale, ma tutti gli schieramenti che si sono alternati al Parlamento, da destra a sinistra, hanno fatto poco o nulla per investire in un comparto che vede l’Italia agli ultimi posti in percentuale di spesa nell’istruzione rispetto al Pil.
Berlusconi, che pure è stato al governo per molti anni, prometteva le tre “I” a partire dalle scuole primarie “Impresa, Inglese, Informatica”, sono passati anni e tranne qualche LIM nulla è stato fatto per digitalizzare le scuole.
Questa volta forse è la volta buona, e in aiuto ci vengono i fondi del PNRR, che porteranno in Campania 202 milioni per aule digitali e l’alfabetizzazione informatica indirizzati proprio a sviluppare quelle competenze di base che tanto servirebbero al nostro paese, ai nostri studenti.
In Campania poco più di 150 milioni di euro (153.792.135 euro) saranno destinati alle Next generation classrooms, ovvero per le classi innovative, altri 48 milioni di euro (48.269.773 euro) sono destinati a Next generation labs, spazi per le professioni digitali del futuro, riservati alle scuole secondarie di secondo grado.
A breve quindi avremmo aule ipertecnologiche ma non è improbabile che la rete debba servire anche ad evitare che cadano calcinacci in testa agli studenti, che il calore prodotto dai processori dei PC debba sopperire ai termosifoni malfunzionanti e che la mensa sia sostituita da pasti virtuali prodotti con la stampante 3d.
Ironia che diventa preoccupazione da parte dei genitori che si sono battuti per le scuole aperte durante il periodo di pandemia che promettono di vigilare affinché questi soldi non servano a chiudere definitivamente le scuole (pubbliche) per risparmiare ancora una volta sui costi dell’istruzione in presenza a favore della DAD e far diminuire ancora la percentuale di spesa pubblica in un settore strategico per il nostro futuro.
Massimo Napolitano

