Renzi dice no a Berlusconi: «Corro da solo»

Silvio Berlusconi sembra abbia chiamato personalmente Matteo Renzi con una telefonata avvenuta alle 15 del 4 agosto- come riporta il Giornale d’Italia – per farlo aderire alla coalizione di centrodestra. Ma Renzi – orfano di Calenda nell’idea di un polo riformista che è rimasta solo nei sui propositi – ha deciso di non schierarsi nè con il PD, reo di cercare accordi anche con Fratoianni, nè con il centro destra, colpevoli di aver fatto saltare il governo Draghi.

Per raggiungere la quota minima del 3% avrebbe bisogno di un milione di voti ma l’obiettivo del leader di Italia Viva è quello di arrivare al 5%. Per questa ragione il nome della prossima Leopolda sarà “Dammi il 5”. L’appuntamento con i suoi sostenitori è per l’1, il 3 e il 4 settembre, a una ventina di giorni dalla data delle elezioni fissate il 25 settembre.

Per Renzi la porta al PD non è chiusa completamente qualora l’alleanza tra i Dem e i rossoverdi dovesse saltare e, come dichiara il senatore fiorentino, “se qualcuno accetterà le nostre idee. Se non dovesse essere così- ha aggiunto il leader di Iv – abbiamo coraggio, libertà e fantasia per andare da soli”.

La strada per Matteo Renzi al momento è in salita; chissà se riuscirà a trovare un nuovo punto di incontro con gli Italiani- fermo a prima del referendum costituzionale del dicembre 2016 che decretò l’inizio del suo declino politico – quando era portavoce, insieme a Grillo, di un rinnovamento della classe politica italiana. Altri tempi e un altro Renzi, segretario di un Partito Democratico che ha seguito la sua stessa parabola discendente arrivando, sotto la sua guida, al minimo storico con il 18% dei consensi.