Torre Annunziata, pasto mensa scolastica in ritardo: alunni a casa senza cibo

Nel rimbalzo di responsabilità tra il dirigente del settore Nicola Anaclerio e l’assessore alla pubblica istruzione Anna Vitello, chi sta subendo le conseguenze, ancora una volta, sono gli alunni delle scuola dell’infanzia e primaria.

La data per l’inizio della mensa scolastica a Torre Annunziata è slittata più volte. Prima il 18 ottobre – aveva assicurato il dirigente – poi tra il 25 e il 2 novembre aveva ribattuto l’assessore, per finire l’8 novembre. Ma, alla data prevista, l’orario non è stato rispettato e gli alunni non si sono visti recapitare il pranzo del servizio mensa programmato per le ore 12, ma consegnato con notevole ritardo.

I genitori che sono andati a prendere i propri figli alle 13.15 – causa, ancora una volta, una mancanza d’acqua – hanno avuto la comunicazione dalle maestre che il cibo non era ancora stato consegnato e che quindi o avrebbero dovuto aspettare o potevano prelevare i propri figli senza che avessero usufruito del pasto, peraltro già pagato.

Tra scuole chiuse, palestre fatiscenti, cedole librarie di cui non si prevede la consegna, le continue interruzioni del servizio idrico e la mensa che sta diventando un incubo, sembra che la situazione non sia cambiata rispetto agli anni passati. A chi attribuire la colpa? Gli assessori cambiano ma il dirigente, Nicola Anaclerio, è lo stesso dal 2017. Cinque anni in cui la gestione ordinaria delle scuole non ha mai avuto miglioramenti. Come se non bastasse, il Comune di Torre Annunziata non ha potuto usufruire di 4 milioni di euro di finanziamenti statali per la messa in sicurezza degli edifici pubblici che avrebbe assicurato alle scuole una manutenzione ordinaria e straordinaria, necessarie per migliorare le condizioni degli istituti.

A Torre Annunziata sembra che l’inizio delle attività scolastiche sia sempre un evento nuovo ed inaspettato per cui si deve correre ai ripari all’ultimo minuto. Se la colpa dovesse essere individuata nel dirigente, il compito della politica – come nelle grandi aziende, quando il manager non è all’altezza – è di licenziare in tronco chi non riesce ad adempiere al proprio dovere ed assicurare la normalità dell’inizio dell’anno scolastico.

Massimo Napolitano