È stato il palco della presentazione della squadra femminile della Vesuvio Oplonti Volley l’occasione per il sindaco di Torre Annunziata Vicenzo Ascione per rispondere anche alle accuse dell’ex Prefetto di Napoli Marco Valentini che dalle pagine dei quotidiani locali sembrava accusare il primo cittadino oplontino di una disattenzione nei confronti della lotta alla camorra, al punto da invitarlo a dimettersi.
In quell’occasione, in una palestra messa a disposizione della città, Vincenzo Ascione ha affermato che «è proprio attraverso la realizzazione di queste opere pubbliche, la riqualificazione degli edifici scolastici, la cultura e la formazione che si sconfigge la camorra. E se c’è stata una recrudescenza delle attività criminali è da imputare anche al blocco di tutte le iniziative che il Comune avrebbe messo in campo per sottrarre i giovani alla strada attraverso lo sport, l’istruzione e il lavoro».
La risposta che va data come contrasto alla camorra – secondo Ascione – «è quella di non abbandonare mai quelli che sono i presidi di legalità, quali palestre, scuole, centri culturali, luoghi di formazione che tolgono alimento alla criminalità organizzata».
E la camorra – ha continuato il sindaco di Torre Annunziata – «la si sconfigge anche con il lavoro. I 34 operatori ecologici assunti nel concorso della PrimaVera, i 53 impiegati che arriveranno al Comune con il concorso Ripam e i 1500 giovani e i fuoriusciti dal bacino occupazionale che saranno assunti nel costruendo parco commerciale serviranno ad assestare un colpo mortale alla residuale delinquenza camorristica».
Al termine del discorso, Vincenzo Ascione ha voluto precisare che il suo intervento «non aveva alcun intento polemico». Anzi, ci ha tenuto ad «augurare all’oramai ex prefetto Marco Valentini il meritato pensionamento dopo anni al servizio della pubblica amministrazione».
Nel contempo, però, ha stigmatizzato le dichiarazioni di Valentini, «ingenerose nei confronti di un’amministrazione che ha sempre cercato il dialogo e collaborato con il massimo rappresentante del Ministero dell’Interno sul territorio. È sicuramente vero che ci sono stati numerosi incontri del Comitato della pubblica sicurezza, ma è anche vero che, a fronte di rassicurazioni su una maggiore presenza di forze dell’ordine sul territorio – come durante l’emergenza Covid – questa non è stata supportata da azioni concrete per evitare congiuntamente la diffusione della pandemia».
Anche all’indomani dell’omicidio di Maurizio Cerrato, «abbiamo potuto contare soltanto sulla polizia locale, scarna di uomini, per eliminare tutte le opere abusive presenti sul manto stradale, senza purtroppo poter continuare l’opera a causa degli ulteriori pensionamenti sopravvenuti nel corpo dei vigili urbani.
Non mi è mai piaciuto fare polemiche tra istituzioni di cui nutro il massimo rispetto, ma sono sicuramente rimasto basito quando ho letto che il Prefetto avesse chiesto le mie dimissioni. A parte che ciò non è mai accaduto in nessuna circostanza, ma credo che il mio operato lo dovranno giudicare gli elettori a fronte di atti concreti che l’amministrazione sta mettendo in campo nella lotta alla camorra, che si concretizzerà con i numerosi posti di lavoro che offriremo ai cittadini torresi».
Poi ancora: «Stiamo intercedendo con l’assessorato della Regione Campania e con la proprietà di Maximall per individuare le professionalità che dovranno essere impiegate nel centro commerciali e in modo tale di poter annunciare l’avvio dei corsi di formazione per centinaia di giovani e dei fuoriusciti dal bacino occupazionale che potranno essere successivamente impegnati nelle attività che sorgeranno bel centro commerciale, ristorazione, cinema, albergo e negozi.
Un obiettivo condiviso che servirà alla proprietà ed agli investitori per reperire immediatamente i cittadini torresi che dovranno essere impiegati in base agli accordi del contratto d’area torrese-stabiese.
La nostra amministrazione resterà in prima linea nella lotta alla camorra, non con dichiarazione sui giornali o manifestazioni che sono importanti solo se conseguono gli atti che stiamo mettendo in campo per togliere manovalanza alla criminalità organizzata attraverso la cultura, la formazione e il lavoro».
Massimo Napolitano

