Nel giorno della manifestazione dei sindaci a Roma indetta da ANCI, l’ASMEL, Associazione che rappresenta il 46% dei Comuni italiani, apre lo scontro.
«Siamo d’accordo con le ragioni della manifestazione dei Sindaci, cui va tutta la solidarietà di ASMEL – spiega l’Associazione –. Viene però da chiedersi dov’era ANCI quando sono state approvate le norme che oggi chiede di modificare. Siede da sempre nella Conferenza Stato – Enti locali dove vanno ratificate le norme che coinvolgono i Comuni e ha sempre approvato tutto. Financo la norma che obbligava i Comuni con meno di 5mila abitanti ad accorparsi».
Una norma, a detta di Asmel, «che negava l’autonomia dei Comuni, garantita in Costituzione, ma anche inapplicabile per la difficoltà a trovare comuni contigui sotto i 5mila abitanti. ANCI propose perciò di “azzerare” i Comuni sotto i 15mila abitanti. Facemmo notare che non si era accorta di proporre la soppressione del 90% degli associati che dichiara, e così ritirò la proposta. In compenso, nell’ultimo “Milleproroghe” ha avallato l’ulteriore proroga della stessa legge, ormai dichiarata incostituzionale. ANCI deve decidere cosa fare da grande: l’Istituzione o l’Associazione. Oggi fa entrambe le cose e le riescono male. Giusto che lo Stato concerti con le Associazioni di categoria, ma se si sceglie un interlocutore unico, tutto finisce a tarallucci e vino».

