Giuseppe Manto, presidente della Confcommercio di Torre Annunziata, è stato uno dei principali accusatori della mala gestio dell’amministrazione comunale, che ha arrecato danni indiretti al commercio e agli imprenditori. Il rappresentante dei commercianti ritiene che gli episodi relativi alla tangente non hanno fatto sviluppare quelle risorse indispensabili per la vita commerciale e sono proprio gli esercenti che pagano il prezzo più alto: la corruzione non permette sviluppo, dove non c’è sviluppo c’è la morte commerciale.
A proposito delle dimissioni del vicesindaco Lorendo Diana, Manto esprime “grande stima per l’ex deputato” ma le considera “fonte di preoccupazione e sgomento”. Lo stesso Manto si chiede come mai “lui ha individuato solo negli ultimi 3 anni il marcio che c’era in una parte della macchina amministrativa e politica della nostra città, perché non si e andati a scavare più indietro?”.
Anche perché, per Manto, “la morte del commercio di Torre Annunziata è frutto delle non scelte dell’attuale amministrazione e delle scelte sbagliate della politica negli ultimi 15 anni”.
Poi l’attacco duro a Diana: “Perché l’ex vicesindaco non parla delle prescrizioni della commissione di accesso venuta a Torre Annunziata durante l’amministrazione Starita e delle prescrizioni alle quali non si è fatto seguito? Come mai non si parla dei 33 milioni sperperati sul porto?”.
“Spero – aggiunge – che Torre Annunziata non sia vittima, anche in questo drammatico momento, di giochi politici volti a rigenerare antiche figure che tanti danni hanno fatto alla città e a noi imprenditori e commercianti. Il mancato sviluppo che la corruzione, unitamente alle scelte scellerate volte a favorire solo gli “amici” determinano inesorabilmente la morte dell’economia di un paese. Grazie a questi abbiamo pagato il prezzo più alto fino ad oggi. E oggi – conclude Manto – non ci resta che scegliere tra la chiusura delle attività o la guerra aperta verso chiunque vuole continuare a portare avanti gli interessi personali”.
Massimo Napolitano

