Polverini, è tornata a casa.
“Sì, sono tornata a casa, ma non è che fossi andata in qualche altro partito, spiega la deputata tornata a Forza Italia rispondendo all’Agenzia SprayNews. Io avevo detto che Forza Italia in quel momento avrebbe dovuto offrire la propria disponibilità e sostenere il Governo, dopo che c’era stato anche l’appello del Capo dello Stato. Mi sembrava assurdo che si andasse al voto nel pieno della pandemia. Il centrodestra, Forza Italia compresa, sosteneva che bisognasse, invece, tornare alle urne. Avevo votato la fiducia a Conte per dare al Presidente della Repubblica e al Paese il segnale che comunque c’erano delle persone responsabili, disponibili, anche in dissenso dal loro partito, a mandare avanti un Governo per scongiurare il rischio di elezioni anticipate. Dopodiché…”.
“Dopodiché il Governo Conte non è riuscito a trovare i numeri e Forza Italia, contrariamente a quanto aveva sostenuto fino ad allora, ha deciso di appoggiare il Governo Draghi insieme alla Lega. Le condizioni, per cui io avevo votato, in dissenso da Forza Italia, la fiducia al Governo Conte, erano venute meno”.
“Dalla fine di gennaio fino a maggio. Qualche mese, niente di che. Non ho peraltro mai rotto i rapporti con Forza Italia, con il suo gruppo parlamentare e soprattutto con i militanti del territorio, con i quali mi sono sempre interfacciata. Sia con quelli che sapevano sia con quelli che ignoravano la mia uscita di casa. Non tutti sono concentrati, come vogliamo spesso credere, su certe cose, soprattutto quando in certi momenti hanno ben altro a cui pensare. Ho sentito alcuni colleghi che si domandavano e mi domandavano che cosa ci facessi ancora fuori dal gruppo. Poi è arrivata la telefonata del presidente Berlusconi”.
“Ha esordito dicendomi che noi due ci eravamo voluti sempre bene e che gli era tanto dispiaciuto fossi andata via soprattutto per questo, al di là del risvolto politico. Il rapporto con lui va sempre oltre la politica perché ha un’attenzione speciale per le persone a cui è affezionato e io sicuramente rientro fra quelle Il Presidente ha aggiunto naturalmente che le condizioni per le quali era venuta meno la mia presenza nel partito non c’erano più e che quindi, secondo lui, poteva essere il momento giusto per rientrare e così ho fatto. Non mi sono fatta pregare troppo”.
“Io innanzitutto ho una mia posizione per quanto riguarda i diritti legati al lavoro, che viene dai trenta anni di vita vissuta nel sindacato. Ho combattuto per i diritti e non ho mai smesso di farlo. Per fare un esempio, la mia posizione sulla revoca del blocco dei licenziamenti non è quella che Forza Italia ha auspicato. Forza Italia è più sulla posizione del presidente della Confindustria Carlo Bonomi. Io, invece, mi trovo più su una posizione molto diversa, che peraltro in questi giorni ha preso anche Matteo Salvini. Le mie posizioni autonome riguardano i diritti in generale. Io nella scorsa legislatura ho votato le unioni civili e ho presentato una mia proposta di legge, ribadita anche in questa, sulla cittadinanza. Nella legislatura in corso ho votato la proposta di legge Zan contro l’odio di genere e verso i disabili”.
“Io ho presentato una proposta di legge che non è lo ius soli e che guarda caso era il testo sul quale poi si era arrivati per mediazione nella scorsa legislatura. Secondo la mia proposta, i bambini non acquisiscono la nazionalità per nascita, ma perché hanno fatto un percorso di istruzione. In questo caso andando a scuola nel nostro Paese e, quindi, sposando in qualche modo la nostra cultura. Queste cose un tempo dentro Forza Italia le condividevano in tanti. Ora siamo rimasti in molti di meno, ma continuiamo a combattere”.
“Assolutamente sì. Nella mia vita ho sempre fatto le mie battaglie e continuerò a farle”.
“Per una pura coincidenza, legata al calendario dei lavori parlamentari, io su questo ho espresso il mio dissenso nel giorno stesso in cui ho ripreso il mio posto nei ranghi di Forza Italia. La vita dei lavoratori è ogni giorno a rischio. In questo Paese sono scese tutte le percentuali, compresa quella sull’occupazione. L’unica cosa che non scende mai sono i morti sul lavoro. Quando si va al massimo ribasso, si interviene anche sul costo del lavoro. E’, quindi, molto importante che si sia riusciti a ottenere un passo indietro sul massimo ribasso”.
“Non fa niente. Sono ormai abituata. La cosa più importante è che sono di nuovo a casa mia”.

