Presentatore, cantautore, docente, conduttore, direttore artistico e creatore di eventi, opinionista Tv e autore di format televisivi, Cristian Faro, classe 1987 è un artista napoletano a tutto tondo. Tra le sue tante apparizioni in Tv si contano ospitate a Sky TG24, Mtv, Tv2000 e Rai. È proprio Napoli che gli permette di muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo riscuotendo sin da subito numerosi consensi di pubblico e critica. Sono le sue doti canore, di interpretazione, musicali e spiccata propensione di stare sul palco le “armi” a sua disposizione.
Giovanissimo inizia a studiare il pianoforte ed il canto con un impegno alto che gli consentirà successivamente di laurearsi al Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella prima alla triennale e poi alla Magistrale, in Direzione D’Orchestra moderna – Discipline Musicali – Musica jazz, con la votazione di 110 e Lode. Risultato ottenuto dopo tanto impegno, costanza e studio. Dopo questo traguardo molto importante per lui, si specializzerà in Pedagogia del Docente attraverso un Master di primo e secondo livello.
Attraverso le sue canzoni affronta tematiche sociali importanti, dalla violenza sulle donne all’autismo, un modo come racconta lui stesso per “trasmettere un messaggio di uguaglianza e speranza rivolto a tutte le persone che in qualche modo si sentono discriminate o non riescono a integrarsi in una società che spesso alza barriere anziché prediligere l’inclusione”.
Cristian qual è stato il momento più importante per la tua carriera?
“A 19 anni quando incontrai per la prima volta Pippo Baudo, ebbi la fortuna di fare il provino proprio con lui. Il primo step lo feci con il direttore d’orchestra Pippo Caruso, ma il vero momento importante fu quel provino con Baudo”
Come nascono le tue canzoni?
“Ho sempre scritto canzoni secondo le mie emozioni, non ho mai pensato di scrivere un brano perchè potesse essere il tema di moda in quel momento. Ho sempre seguito l’istinto e non la moda musicale del momento”.
“Nessuno è diverso” è il brano che hai dedicato a persone con autismo, come nasce quel brano?
“Nessuno è diverso, nasce da un abbraccio ricevuto da un bambino, andai a casa mi misi a pianoforte e in pochissimo tempo di getto scrissi la canzone. Prima di questo evento non avevo mai approfondito questa tematica. Il gesto di questo bambino mi ha trasmesso la sua voglia di dire al mondo che, pur essendo diversi per estetica, per carattere, tutti noi agli occhi della società dobbiamo avere gli stessi doveri e diritti. Quindi sentivo l’esigenza di dare un importante messaggio di uguaglianza. Fortunatamente ho avuto la possibilità di far conoscere “Nessuno è diverso” e trasmettere il messaggio di uguaglianza nelle scuole, nelle università e in tante trasmissioni in cui sono stato ospite.”
Quel brano è stato quello che ha aperto un percorso musicale rivolto al sociale.
“Sì!. Quello è stato l’inizio del mio percorso nella musica per il sociale. Sono nati brani come La luce negli occhi, contro la violenza sulle donne, Mai contro cuore, che è una lettera d’amore alla vita. Durante il primo Lockdown ho presentato al pubblico Il contagio delle idee, brano che ha riscosso un ottimo successo in quanto è un forte messaggio di solidarietà e vicinanza all’emergenza Covid. Una canzone bellissima che parla di quanto l’amore, la solidarietà, l’aiuto reciproco siano fondamentali per costruire un mondo migliore. La bellezza di contagiarsi di belle idee. C’è voglia di speranza verso un contagio di idee positive. Nel brano c’è un passaggio che dice: “I veri stupefacenti sono quelli che abbiamo nel cuore”, in un momento storico come questo dobbiamo farci contagiare da idee di rispetto, di amore per il prossimo e per la vita”.
Se non avessi fatto il cantautore cosa avresti fatto?
“Avrei fatto il magistrato, sono molto appassionato di processi. Uno dei miei sogni da piccolo era quello del magistrato. Anche l’insegnamento mi è sempre piaciuto, mia made era un’insegnante, da piccolo giocavo a fare l’insegnante, immaginavo la mia classe”.
La più grande sconfitta e la più grande vittoria?
Una sconfitta vera e propria non c’é stata. Ci sono stati dei momenti in cui ho percepito delle difficoltà dovute dalla società in cui viviamo. Ma ho sempre visto quei momenti difficili per prendere la forza per risalire e questo lo devo alla mia napoletanità, un mio amico in quei momenti è stato il lungomare di Napoli. Totò è stato un maestro di vita e la sua celebre frase “Chi si ferma è perduto” è un motto di vita”. Una mia canzone che si intitola Mai Contro Cuore, incarna perfettamente l’idea di non temere la sconfitta se poi hai la forza e la voglia di ripartire. Il successo più grande è che i ragazzi hanno capito la mia musica per il sociale. Il fatto che i miei brani sono fruibili tra i giovani è per me un grande successo.
Il tuo sogno che vorresti realizzare?
“Ne ho diversi, uno è quello di lanciare i giovani talenti, anche da Napoli che è una terra difficile e questo è un sogno che man mano sto realizzando con alcuni artisti che seguo. Un altro sogno è quello di continuare a scrivere canzoni che possano aiutare anche una sola persona per me è comunque un successo. Vorrei realizzare un album con tutte le canzoni sul sociale. Credo che dopo questa esperienza Covid, dovremmo essere dopo più uniti e meno individualisti, altro sogno è continuare a insegnare”.
Come preservare la musica napoletana oggi?
“È molto importante ritrovare i classici napoletani, le melodie di una volta. Non avere il timore di utilizzare le parole che si usavano prima e di tornare a cantare l’amore. Non bisogna ignorare quello che è stato il passato della musica napoletana.

