Torre Annunziata, la cattiva gestione di Starita e Ascione. Le rivelazioni choc dell’ex capo Utc Bruno Orrico

«Il sindaco Vincenzo Ascione agisce in continuità con Giosuè Starita, mentre l’assessore Lorenzo Diana è manovrato politicamente».

Non le manda certo a dire l’ex dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Torre Annunziata con Starita sindaco ed ex assessore alle Attività produttive con Ascione.

L’ingegnere Bruno Orrico conosce bene gli ultimi due sindaci e con entrambi ha vissuto la stessa sorte: di punto in bianco e con identiche modalità, è stato messo alla porta solo perché – a suo dire – stava «operando con correttezza e onestà».

«Durante l’amministrazione Starita, come capo dell’Ufficio tecnico, ho predisposto da subito la rotazione del personale per evitare che ci fossero episodi di corruzione e in quel periodo gli assessori che venivano a bussare alla mia porta reclamando favoritismi, venivano cacciati in malo modo. Sicuramente fu questa la vera motivazione per cui fui allontanato e non le motivazioni che mi hanno permesso di vincere la causa di lavoro contro il Comune».

Va giù duro Orrico: «All’indomani del mio “licenziamento”, si insediò la commissione d’accesso, la quale indagò sulle ingerenze camorristiche messe in evidenza dalle tante denunce e segnalazioni. Anche io fui ascoltato dai delegati del Prefetto, i quali informalmente mi comunicarono che c’erano tutte le evidenze per proporre lo scioglimento del consiglio comunale e interrompere l’esperienza della giunta guidata da Giosuè Starita.

Così non fu, si vede che ulteriori valutazioni permisero a Giosué Starita di finire il proprio mandato assolvendo ad una serie di prescrizioni e – nel frattempo – di scegliere come suo uomo di fiducia, come capo dell’ufficio tecnico, l’ingegnere Nunzio Ariano».

In tal senso, Bruno Orrico si chiede «perché l’assessore alla legalità Lorenzo Diana vuole circoscrivere il periodo del malaffare solo all’ultimo triennio?

Devo dare atto a Vincenzo Ascione che, inizialmente, ha voluto investire sulla mia onestà e professionalità, quando mi ha indicato come Assessore alle attività produttive e ambiente, ma si è dovuto ricredere, quando l’ex assessore Luigi Ammendola ha capito che con me c’era poco da fare, contestandogli tutti gli atti poco chiari».

Poi ancora: «Sono noti i miei scontri con l’ex Vicesindaco Ammendola e con gli Ariano (entrambi i cugini), ciò è stata sicuramente la causa per cui Ascione non mi ha rinnovato la fiducia. Di lì a poco, però, l’arresto del capo dell’Ufficio tecnico che ha messo in evidenza che quanto sottoponevo al sindaco aveva un fondamento di verità.

A Torre Annunziata toccheranno parte dei finanziamenti del Recovery Fund e i poteri forti vedono di buon occhio il ritorno della vecchia classe politica. Ci sono altre fette di territorio e stabilimenti dismessi di proprietà del Comune sui quali ci sono interessi affaristico-speculativi che hanno bisogno di propri uomini alla guida della città.

Lorenzo Diana dovrebbe indagare più a fondo, giacché tra un anno si ritornerà al voto e bisogna impedire che chi ha già messo le mani sulla città e regalato interi pezzi di territorio agli amici imprenditori, possa ritornare in auge, altrimenti alle prossime elezioni, Torre annunziata finirà dalla padella alla brace di chi già ci ha governato in malo modo e con i pessimi risultati purtroppo ereditati, ma senza che abbia mai fatto nulla per cambiare questo modus operandi».

Massimo Napolitano