“Fratelli d’Italia si è astenuta oggi in aula sul dl trasporti, perché avremmo voluto che il nostro apporto alle norme fosse stato maggiore ma non ci è stato consentito”.
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini, responsabile nazionale del Dipartimento Trasporti di FdI e membro della Commissione Trasporti.
“Abbiamo ascoltato associazioni e categorie e abbiamo dato voce ai loro problemi attraverso proposte emendative adeguate ed efficaci– sottolinea Ruspandini – su tutti gli articoli del decreto.
Mi riferisco alla richiesta dei collegamenti marittimi, che per noi devono essere garantiti, per la Sicilia, la Sardegna e le isole Tremiti. In ogni caso, saremo vigili sui bandi di gara dei servizi di continuità territoriale perché le clausole spesso sono soggette a impugnativa, vista la difficoltà ad assumere; abbiamo chiesto anche le proroghe della validità delle domande di esami, delle autorizzazioni alla guida (cd foglio rosa) e delle patenti professionali.
Su questo ultimo punto occorre dare soluzione a un’emergenza che coinvolge un numero elevatissimo di giovani che non riescono ad ottenere, in tempi ragionevoli, la patente di guida indispensabile per lo svolgimento dell’attività lavorativa. Appare assurdo, quanto irragionevole che a causa di questa mancata proroga moltissime aziende, che hanno bisogno di lavoratori muniti di patente, non stiano assumendo per mancanza di personale specializzato come autisti professionisti e autotrasportatori”.
“Per noi – osserva Ruspandini – è prioritaria la salvaguardia dei posti di lavoro! Infine, per quel che riguarda Venezia abbiamo già detto che la soluzione è l’attracco delle navi da crociera al porto di Marghera per conservare la vocazione turistica della città senza dover pensare ad altre soluzioni estemporanee”.
“Abbiamo fatto e faremo sempre la nostra parte – conclude Ruspandini – secondo la nostra linea di opposizione patriottica e responsabile, ci siamo astenuti da un decreto che appare non esaustivo e inadeguato per risolvere tutte le problematiche delle categorie. Quanto non ricompreso in questo provvedimento deve trovare posto in future ed efficaci norme che arriveranno; lo dobbiamo ai tanti Italiani che continuano a rimanere inascoltati”.

