Augias racconta Napoli, ma nella vita di Leopardi dimentica Torre del Greco: tutto quello che non è piaciuto ai napoletani

Su Rai 3 è andata in onda la puntata di “Città Segrete”, il programma condotto da Corrado Augias. Una puntata dedicata a Napoli alle sue meraviglie ma che ha letteralmente fatto arrabbiare i napoletani. Luoghi comuni ed errori nella ricostruzione della storia di Napoli gettano nello sconforto più totale i napoletani. A salvarsi sono solo le immagini della città, ma quelle si sa saranno sempre meravigliose.

Contro Augias sono scesi in campo il senatore l’assessore e candidata sindaco di Napoli Alessandra Clemente su Facebook scrive: “Una puntata che ha deluso le mie aspettative e che non da merito, secondo me, all’immensa storia culturale della nostra città. Rai 3. Augias. Città Segrete. Mi farò sentire“. Anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, ha duramente attaccato il collega Augias: “Corrado Augias vergognoso, razzista e spocchioso ieri sera su Raitre. Ha vomitato per due ore contro Napoli, contro la nostra storia contro la nostra cultura“.

Ma andiamo con ordine e vediamo cosa non è piaciuto ai napoletani nella puntata di “Città Segrete” dedicata a Napoli. 

La puntata si apre con Giacomo Leopardi, Augias racconta le opere e la vita dell’illustre poeta ma dimentica il suo periodo di vita vissuto a Torre del Greco, nella bellissima Villa delle Ginestre. Una dimora dove ancora oggi migliaia di turisti si recano per conoscerne la storia e la vita del poeta.

Troppi luoghi comuni

Secondo il parere di molti Augias avrebbe fatto uso e abuso di luoghi comuni nel raccontare la città: troppa camorra e rifiuti, ancora Cutolo e i rapporti tra Maradona e il boss Giuliano, affermazioni negative su Masaniello, ricostruzione storica poco gradita rispetto alla Repubblica di Napoli e ai fatti del 1799, risalto non adeguato alla cultura e ai grandi personaggi partenopei. Sono queste le principali accuse mosse ad Augias.

Accostamento Maradona, droga e camorra

Toccate tutto ai napoletani ma non toccate quelli che sono i simboli di generazioni e generazioni a limite della “devozione”. Maradona è uno dei simboli di Napoli oggi più che mai dove ogni angolo della città è decorato con maglie, disegni o altro e dove al re del calcio è stato dedicato lo stadio. Nella trasmissione vengono raccontati i rapporti tra Maradona e il clan Giuliano, aneddoto superfluo e che non entra nelle logiche di una trasmissione che avrebbe avuto lo scopo di raccontare la cultura della città. Uno degli errori di Augias è il rapporto di Maradona con la cocaina. L’ex campione del Napoli non incontrò la droga a Napoli ma a Barcellona.

L’inutile capitolo sulla Camorra e Cutolo. 

All’interno del programma molto spazio è stato dedicato alle vicende legate alla camorra e al boss Raffaele Cutolo. Anche questo argomento è in contrasto con la tematica del programma visto che non c’è nulla di “Segreto” sull’argomento. Lo spazio televisivo poteva essere dedicato a personaggi come Totò, Caruso o altri che hanno veramente fatto la storia della città nel mondo. Nulla è stato dedicato al Museo Archeologico Nazionale ad esempio, cosa che invece ha fatto Rai 2 nella stessa serata.