“Avevamo insistito, con una mozione nell’ultimo Consiglio regionale, perché anche la Regione Lombardia si costituisse immediatamente parte civile nel processo a Film Commission”.
Così Monica Forte, consigliera regionale del M5S Lombardia e Presidente della Commissione regionale Antimafia.
“Alla luce dell’ammissione a parte civile del Comune di Milano e della Fondazione Film Commission – aggiunge Forte – il rifiuto della Lombardia di centrodestra rappresenta un errore gravissimo. L’inerzia dell’ente pubblico regionale nell’azione di autotutela è un ulteriore danno per la collettività e un segnale da non sottovalutare: i cittadini vanno infatti rimborsati di eventuali danni materiali e danni d’immagine generati da uno scandalo che coinvolge l’uso di fondi pubblici”.
“Questo processo era un’occasione ideale per dare un messaggio chiaro e serio ai cittadini di totale estraneità ai fatti contestati: la legalità si nutre anche del coraggio delle istituzioni di prendere le distanze da eventuali errori commessi”, conclude Forte.
Contestualmente il consigliere regionale del M5S Lombardia, Luigi Piccirillo, ha depositato una mozione che, se approvata, obbligherà la Lombardia a costituirsi parte civile in tutti i processi nei quali si rileva lesione di interessi pubblici, patrimoniali e non patrimoniali.
Piccirillo dichiara: “Troppo spesso la Lombardia della Lega e di Forza Italia fa finta di nulla quando i processi coinvolgono politici o nominati dai partiti. È ora di finirla.
Mi auguro che la mozione sia calendarizzata al più presto: nell’ultimo consiglio regionale il centrodestra ha bocciato la costituzione di parte civile nel processo su Film Commission chiesta dalla collega del M5S Monica Forte. Una decisione indecente oltre che ripugnante.
Stiamo parliamo di crimini spesso attuati da politici, dirigenti e funzionari pubblici che hanno il dovere di tutelare gli interessi pubblici”.
“Chiedo quindi”, aggiunge il Consigliere, “che la Lombardia si costituisca sempre parte civile nei vari processi penali in corso, per evidenziare una distanza dalle pratiche criminose e assumere una posizione chiara agli occhi della collettività pubblica.
Anche la richiesta di risarcimento danni in sede civile deve diventare prassi generalizzata e non ci possono essere scuse, come l’oneroso impegno degli uffici regionali lamentato dalla Giunta. Anzi, è solo e proprio intervenendo in tutte le sedi a tutela della collettività che si conferma il buon andamento, l’efficacia e l’efficienza dell’amministrazione, oltre ad assicurare la trasparenza dovuta ai cittadini lombardi”.

