Il 26 marzo del 2004 a Torre Annunziata Matilde Sorrentino, mamma coraggio, viene assassinata perché colpevole solo di aver difeso i propri figli dagli abusi pedofili. Ammazzata proprio dalla camorra che una volta nel proprio codice d’onore non ammetteva che fossero compiuti questo tipo di violenze sui minori.
L’Istituto dei Salesiani a Torre Annunziata ha intitolato la propria casa famiglia proprio a “Mamma Matilde” e insieme ai ragazzi ospitati nella struttura “Peppino Brancati” in questo periodo di lockdown hanno concentrato i propri sforzi sul laboratorio di cortometraggio che permette di diffondere i propri messaggi contro la camorra anche con questo tipo di comunicazione.
Dopo il corto presentato durante la giornata delle vittime innocenti delle mafie in cui sono stati ricordati i torresi che sono stati assassinati dalla violenza criminale, nell’anniversario dell’assassinio di Matilde Coraggio, ha raccontato la storia di chi ha sacrificato la propria vita per quella dei propor figli, quella di tutti coloro che rubano la vita e l’infanzia ai più giovani, i più indifesi.
“La comunità dei Salesiani di Torre annunziata – afferma Don Antonio Carbone – non è mai stata in silenzio e ha sempre denunciato il cancro della Camorra; con questi cortometraggi vogliamo arrivare ad un più vasto pubblico affinché passi il messaggio che il silenzio è complice della criminalità e che restare in zitti potrebbe servire a salvare la propria vita, ma denunciare e non essere omertosi – conclude Don Antonio – può salvare un intero popolo, i propri figli, i più deboli e quelli sottomessi alla camorra“.
Massimo Napolitano

