Putin risponde a Biden: “Assassino? Chi lo dice sa di esserlo”

Roma – Duro scontro Usa-Russia dopo un’intervista tv del presidente Biden che ha definito l’omologo russo “un assassino”. La risposta del presidente Vladimir Putin non si è fatta attendere. “Ricordo quando da bambini litigavamo tra di noi, dicevamo: ‘Chi lo dice, lo è’. Non è un caso, non è solo un discorso da bambini e una battuta. Il punto è molto profondo e psicologico. Vediamo sempre le nostre stesse qualità in un’altra persona e pensiamo che sia come noi. E da questo valutiamo le sue azioni e valutiamo in generale”. Il presidente Putin lo ha dichiarato ieri in un incontro online nel giorno in cui la Russia festeggia la riunificazione della Crimea, secondo quanto riportano agenzie stampa.

Putin ha aggiunto: “Quando giudichiamo altre persone, o anche altri Stati, altre nazioni, guardiamo noi stessi in uno specchio. Vediamo noi stessi. Perché trasferiamo sempre sull’altra persona ciò che siamo”. Il presidente russo propone al suo omologo un colloquio in video. “Proseguiamo la nostra discussione aperta, diretta, online. Sarebbe interessante per i russi e per gli americani e di molti altri Paesi”.

Nel frattempo, “il 20 marzo l’ambasciatore di Russia presso gli Stati Uniti Anatoli Antonov lascerà Mosca per consultazioni”, fa sapere l’ambasciata russa, aggiungendo che il diplomatico discuterà “dei modi per correggere i rapporti tra Russia e Usa, che sono in crisi” e che “certe dichiarazioni sconsiderate di alti funzionari statunitensi hanno messo le relazioni già eccessivamente conflittuali sotto la minaccia del collasso”.

Nonostante le relazioni tra i due paesi si siano raffreddate dopo botta e risposta tra i due presidenti, la Russia continuerà a cooperare con gli Stati Uniti, però alle sue condizioni. “So che gli Stati Uniti sono generalmente inclini ad avere certe relazioni con noi ma sulle questioni che interessano gli stessi Stati Uniti e alle loro condizioni -continua il presidente Putin-. Pensano che siamo uguali a loro ma siamo diversi. Abbiamo un codice genetico, culturale e morale diverso. Ma sappiamo come difendere i nostri interessi. E lavoreremo con loro, ma nei campi che ci interessano e alle condizioni che riteniamo vantaggiose per noi stessi. E loro dovranno tenerne conto”.

Sebastiano Santoro

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