Quella che doveva essere una seduta del consiglio comunale “tranquilla”, è stata invece caratterizzata da alcuni colpi di scena. Dapprima l’annuncio del sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, che avvertiva i consiglieri che non avrebbe partecipato ai lavori a causa di sospetti sintomi da Covid.
Successivamente il consigliere Marcello Vitiello – subentrante al dimissionario Rocco Manzo – ha fatto subito capire che non è scontata la sua adesione alla maggioranza, tant’è vero che è stato uno di coloro che sul finale della seduta ha fatto mancare il numero legale.
Il lungo intervento di Francesco Colletto sulle cisterne degli idrocarburi presenti sul litorale della Salera, e che tanto sta mobilitando l’opinione pubblica cittadina, è servito a presentare una interrogazione consiliare in cui ha chiesto alla giunta e agli uffici competenti se l’ISELCOLD abbia chiesto che i lavori di ampliamento potessero riprendere dopo che fu revocato il permesso a costruire del 2015.
Il consiglio comunale si è interrotto anticipatamente, quando è venuto a mancare il numero legale sull’ultimo punto riguardante un debito fuori bilancio di 390mila euro.
“Un episodio irresponsabile – secondo il consigliere Massimo Papa – che espone il Comune ad un pignoramento per 600mila euro e il blocco della macchina amministrativa quando avremmo potuto spalmare il debito – grazie ad un accordo con la parte creditrice – su tre rate da 130milla euro e la possibilità di usare i fondi bloccati per le continue urgenze e per il pagamento dei dipendenti comunali”.
Ma il battibecco più infuocato è avvenuto tra la consigliera Germaine Popolo e il Presidente del consiglio comunale, Giuseppe Raiola, il quale non ha inserito tra gli ordini del giorno la proposta di sospensione della Tari per i commercianti. Le scuse addotte da Giuseppe Raiola, che hanno imputato l’indisponibilità del dirigente dell’area Economica – Finanziaria Nunzio Ariano, non hanno convinto la consigliera del Pd, lamentando che quella che doveva essere una discussione urgente e un atto di indirizzo politico non aveva bisogno di un consulto. Popolo ha messo poi in evidenza come ancora una volta la politica risponde ai dirigenti e non ai cittadini.
Ancora una volta la politica litiga e i cittadini, in questo caso i commercianti, ne pagano le spese.
Massimo Napolitano

