Ambiente, ministro Cingolani: “80 miliardi in 5 anni in progetti verdi”

Roma. “Il piano di ripresa italiano allocherà 80 miliardi di euro in 5 anni in progetti verdi che riguardino una accelerazione della de-carbonizzazione, con riduzioni che potranno arrivare sicuramente al 55%, puntando al 60% delle emissioni al 2030”.

Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel corso di una conversazione telefonica con l’Inviato Speciale per il Clima del Presidente degli Stati Uniti, John Kerry.

Lo ha reso noto il Ministero ieri, 11 marzo, con un comunicato. Queste riduzioni delle emissioni (rispetto ai livelli del 1990), secondo Cingolani, avverranno grazie a “Recovery Fund, massicci investimenti in nuove tecnologie, una forte spinta all’idrogeno verde e blu, una trasformazione radicale del settore dell’acciaio in senso sostenibile, scommessa su mobilità e trasporti sostenibili, stimolo all’autoproduzione di energia nel settore agricolo e accrescimento del contributo dell’agricoltura al contrasto del cambiamento climatico, rilancio della riforestazione quale strumento nell’ottica di carbon capture, varo di un ambizioso programma di monitoraggio delle criticità del Paese con un sistema innovativo di osservazione integrato tramite satelliti, droni e sensori a terra”.

Al momento, però, il target annunciato dal ministro si scontra con la proposta di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che prevede di allocare 68,9 miliardi di euro alla missione “rivoluzione verde e transizione ecologica”, un importo inferiore ai 77 miliardi di euro di investimenti sulla decarbonizzazione richiesti dall’Ue per poter usufruire delle risorse europee per la ripresa post-Covid. Il nuovo target da 80 miliardi di euro indicato da Cingolani centrerebbe l’obiettivo, anche se per ora non è stato declinato in alcun progetto concreto.

Sebastiano Santoro