«Dedico questa vittoria a mio padre, ci ha lasciati due anni fa ma oggi è qui con me». Luca Gaudiano, di Foggia, è il vincitore delle Nuove Proposte del Festival di Sanremo.
«Polvere da sparo», il brano dedicato al padre scomparso. Non solo perché fu il papà Ciro a regalargli, all’età di 15 anni, la prima chitarra; non solo perché fu sempre il papà Ciro ad accompagnarlo alle prime serate in provincia, perché Luca potesse inseguire il sogno di diventare un vero cantante. Ma soprattutto perché la canzone che ha sbancato Sanremo è stata scritta di getto proprio dopo le ultime ore trascorse da Luca al capezzale del padre. Durante il viaggio in treno che riportava Luca dalla natìa Foggia — dove si era appena spenta la sua luce — alla città adottiva di chiunque voglia avere successo in Italia, quella Milano in cui, da poco tempo, Luca inseguiva il sogno di una vita.
Una canzone scritta in treno tra una lacrima e un ricordo, su un tovagliolino di carta. Un tovagliolino che ovviamente conserva ancora. Luca ha custodito nella speranza di poterla un giorno gridare a voce alta al mondo quella canzone e l’ha fatto sul palco più importante d’Italia quello di Sanremo.
Un mondo, per chi aspira a diventare cantante in Italia, che si chiama Sanremo. Il caso ha voluto che Luca finisse di arrangiare la canzone nel settembre del 2020. A pochi giorni dalla scadenza dei termini per la partecipazione a Sanremo Giovani. Un segno del destino. «Che ha chiuso un cerchio», spiegano all’unisono tutti i membri di una famiglia così legata, come solo quelle del Sud sanno esserlo, nonostante la distanza che separa la madre Rosa (a Foggia, con Novella) dai figli Luca (a Milano) ed Emilio (a Roma). Centinaia di chilometri che durante la malattia di Ciro risultarono annullati dall’amore.
Quello di Luca è un trionfo al quale credeva non solo la famiglia Gaudiano ma un’intera città, come Foggia, alla continua ricerca di un riscatto, in tutti i campi, che possa cancellare la brutta nomea che da qualche anno la lega alla cosiddetta quarta mafia. Come ogni foggiano, anche Luca è molto legato alla sua città. E come ogni foggiano onesto, deve lavorare dieci volte in più del concittadino disonesto che in un attimo cancella quanto di buono si costruisce nel Tavoliere delle Puglie.

