Attacco in Congo: muoiono l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci

ULTIM’ORA – L’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio, è stato ucciso insieme a Vittorio Iacovacci, un militare dell’Arma dei Carabinieri, lunedì, intorno alle 9 italiane, nella cittadina di Kanyamahoro.

Attanasio, 43 anni, originario di Limbiate (Monza e Brianza) e sposato con tre figlie, e il carabiniere di 30, di Sonnino (Latina), stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della Monusco, la missione dell’Onu per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo. C’è anche una terza vittima. L’attacco, compiuto con armi leggere, sarebbe stato un tentativo di rapimento.

La matrice dell’attacco, non ancora rivendicato, non è ancora chiara. Tra le prime ipotesi c’è quella di un fallito rapimento ad opera di sconosciuti. L’attacco è avvenuto intorno alle 10 (le 9 italiane) presso la cittadina di Kanyamahoro. Sono molti i gruppi armati che operano nella zona dei monti Virunga, tra Congo, Ruanda e Uganda, e spesso prendono di mira i ranger del parco, famoso per i gorilla di montagna. La vettura faceva parte di un convoglio della Monusco – la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo – che comprendeva anche il capo delegazione Ue. “È con profondo dolore che la Farnesina conferma il decesso, oggi a Goma, dell’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio e di un militare dell’Arma dei Carabinieri”, scrive la Farnesina in una nota. “L’Ambasciatore ed il militare stavano viaggiando a bordo di un’autovettura in un convoglio della Monusco, la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo”, si precisa.

Chi era l’ambasciatore Luca Attanasio

Luca Attanasio, diplomatico di 43 anni era nato il 23 maggio 1977 a Saronno, aveva vissuto a Limbiate e si era formato a Milano. Dopo la laurea in economia aziendale alla Bocconi di Milano, conseguita nel 2001, aveva vinto il concorso in diplomazia e nel 2003 era stato nominato Segretario di legazione in prova nella carriera diplomatica. Confermato in ruolo dal 29 settembre 2004, era entrato nella segretaria particolare del Sottosegretario di Stato e poi nel 2006 nominato segretario commerciale a Berna, 20 marzo 2006. Nel 2010 il trasferimento a Casablanca con funzioni di console. E proprio in Marocco ha conosciuto Zakia Seddiki, donna con cui è convolato a nozze nel 2015 e con la quale ha avuto tre figlie.

Era uno degli ambasciatori italiani più giovani nel mondo. Dal 5 settembre 2017, dopo diverse esperienze nelle ambasciate in Svizzera, in Marocco e in Nigeria, è diventato capo missione a Kinshasa, in Congo, dove stava portando a termine tanti progetti umanitari al fianco dei circa mille cittadini italiani attualmente residenti nel Paese del Centro Africa. Nell’ottobre 2020 aveva ricevuto il prestigioso Premio internazionale Nassiriya per la Pace “per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli e per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l’altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà”.

“Tutto ciò che noi in Italia diamo per scontato non lo è in Congo dove purtroppo ci sono ancora tanti problemi da risolvere. Il ruolo dell’ambasciata è innanzitutto quello di stare vicino agli italiani ma anche contribuire per il raggiungimento della pace”- aveva detto l’ambasciatore in quell’occasione. La cerimonia, organizzata dall’associazione culturale “Elaia”, si era tenuta in seduta straordinaria nella chiesa di San Marco Evangelista a Licusati, in provincia di Salerno.

In quella occasione era stata premiata anche la moglie del diplomatico, Zakia Seddiki, fondatrice e presidente dell’associazione umanitaria “Mama Sofia” che opera nelle aree più difficili del Congo salvando la vita ogni anno a centinaia di bambini e giovani madri. “Non si può essere ciechi davanti a situazioni difficili che hanno come protagonisti i bambini è necessario agire per dare loro un futuro migliore. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di ridisegnare il mondo” – aveva spiegato Zakia.

Dopo il rientro alla Farnesina come capo segreteria della direzione generale “Mondializzazione e questioni globali” nel 2013, nel 2014 di nuovo in Africa come primo segretario ad Abuja per un’assegnazione breve. Ad Abuja era tornato come consigliere nel 2015. A Kinshasa era stato nominato incaricato d’affari il 5 settembre 2017 e poi confermato nel gennaio 2019.

Il Sindaco, l’Amministrazione comunale e tutta la città di Limbiate esprimono alla famiglia e ai cari di Luca il proprio profondo e sincero cordoglio. Un concittadino esempio per molti e soprattutto un giovane ragazzo che amava Limbiate. Disposte le bandiere a mezz’asta in segno di lutto.

Il cordoglio di Mattarella e Di Maio

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dopo aver informato i colleghi Ue del tragico evento esprimendo tutto il suo dolore per la morte del nostro ambasciatore e del carabiniere, ha deciso di lasciare in anticipo i lavori a Bruxelles e sta rientrando in queste ore in Italia. “Ho appreso con grande sgomento e immenso dolore della morte oggi del nostro ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo e di un militare dell’Arma dei Carabinieri. Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell’adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto. Oggi lo Stato piange la perdita di due suoi figli esemplari e si stringe attorno alle loro famiglie e ai loro amici e colleghi alla Farnesina e nell’Arma dei Carabinieri”, ha detto il ministro.

“Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della città di Goma uccidendo l’Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo”. Questo il messaggio che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Nel deprecare questo proditorio gesto di violenza gli italiani tutti si stringono nel cordoglio intorno alle famiglie delle vittime, cui desidero far pervenire le condoglianze più sentite e la più grande solidarietà”, ha aggiunto.

La missione Monusco in Congo

Proteggere i civili e consolidare la pace nella Repubblica Democratica del Congo: è questo l’obiettivo della Monusco, la missione di “peacekeeping” delle Nazioni Unite nel Paese africano. Istituita con la risoluzione 1925 del Consiglio di sicurezza Onu, la missione è operativa dal primo luglio 2010. A dicembre del 2020, in vista della scadenza, le Nazioni Unite l’hanno prorogata di un anno, ma nel quadro di un progressivo disimpegno dal Paese. La missione conta su 17.467 operativi, di cui oltre 12mila sono truppe e quasi tremila civili. Pakistan, India e Bangladesh sono i Paesi che contribuiscono maggiormente al contingente militare.

Vittorio Iacovacci

Vittorio Iacovacci il carabiniere che oggi è stato ucciso nell’attentato a Goma, nella Repubblica democratica del Congo, insieme all’ambasciatore italiano Luca Attanasio. Faceva parte della sua scorta. Aveva solo 30 anni ed era originario di Sonnino, piccolo comune in provincia di Latina. “Sono vicino a lui e al dolore della famiglia – ha detto a Fanpage.it il sindaco Luciano De Angelis -. Sono cose che non dovrebbero accadere. L’Arma dei Carabinieri paga un prezzo alto. Sono molto triste, per il giorno dei funerali proclameremo il lutto cittadino, quando rientrerà la salma. Mi auguro che quanto accaduto possa servire al mondo per capire che dobbiamo cercare di aiutare i paesi più poveri cercando di farli uscire dalla guerra. Faremo qualcosa per ricordare il ragazzo. A Sonnino ci conosciamo tutti, sto cercando di mettermi in contatto con la famiglia”.

Iacovacci faceva parte del 13mo Reggimento Friuli Venezia Giulia, con sede a Gorizia. Non era sposato e non aveva figli. Si era arruolato nel 2016 e dopo aver frequentato la Scuola allievi carabinieri di Iglesias, aveva avuto come prima destinazione proprio il Reggimento. “Oggi è una giornata buia e molto triste per il nostro Paese. Abbiamo appreso con grande sgomento e immenso dolore della morte del nostro Ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, e di un militare dell’Arma dei Carabinieri, Vittorio Iacovacci. Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell’adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto”, ha commentato su Facebook il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio

Stando alle ricostruzioni, vittima dell’attentato è stato il convoglio di delegati del Programma alimentare mondiale (World food programme, Pam-Wfp) a una ventina di chilometri da Goma, nell’est della Repubblica democratica del Congo: lo hanno riferito all’agenzia Dire fonti del Pam nel Paese. Secondo le fonti, nel convoglio erano presenti anche funzionari dell’ambasciata d’Italia per una visita congiunta a un progetto del Pam. Oltre a Iacovacci e all’ambasciatore Attanasio, ha perso la vita anche l’autista della vettura sulla quale viaggiavano.

Il messaggio dell’Arma dei Carabinieri

Il Comandante Generale dell’Arma e i Carabinieri tutti si stringono commossi al dolore dei familiari del Carabiniere Vittorio Iacovacci, caduto nella Repubblica Democratica del Congo insieme all’ambasciatore Luca Attanasio e al loro autista, esemplari servitori dello Stato che hanno dato la vita mentre rappresentavano l’Italia. Vittorio, 30anni, originario della provincia di Latina, era in forza al 13° Reggimento “Friuli Venezia Giulia”. Il suo ricordo vivrà nei nostri cuori.

 

 

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