Dolce & Gabbana creano un orologio ispirato a un orologio della città di Napoli

Dolce e gabbana hanno lanciato una linea di orologi in edizione limitata ispirata a vari orologi di alcune città italiane. La collezione si chiama Manifattura Italiana, un omaggio al Bel Paese e alla grande abilità dei suoi artigiani. Fonte di ispirazione dei sei modelli della linea sono le città d’arte italiane famose in tutto il mondo: Roma, Milano, Venezia, Palermo, Firenze, Napoli.

Ispirato ad uno dei celebri orologi di Napoli, questo orologio in oro rosa 18 K è inciso a mano e arricchito da un quadrante in madreperla. I modelli presentano l’esclusivo movimento DolceGabbana, il calibro DG 1.01. Se le loro peculiarità storiche e architettoniche sono riprese tramite la tecnica dell’incisione e dell’intarsio su casse, quadranti e bracciali dei nuovi segnatempo, la precisione dei meccanismi interni è dovuta all’impiego di movimenti Swiss Made. È disponibile anche nella versione con la complicazione a 24 ore, il calibro DG 01.02, che grazie a un apposito congegno demoltiplicatore della ruota delle ore consente una divisione del quadrante in 24 ore: una complicazione che fa riferimento alla cosiddetta “hora italica”, antico metodo di calcolo del tempo che suddivideva la giornata in 24 ore e che si può ammirare ancora oggi nella Torre dell’Orologio in Piazza San Marco. Solamente 13 gli esemplari realizzati per ognuno dei sei modelli della linea, con prezzi che vanno da 45.000 a 70.000 euro.

Abbiamo chiesto alla dott.ssa Evelina Pasquetti, Storico dell’Arte, quale potrebbe essere l’orologio che ha ispirato i designer di Dolce e Gabbana per l’orologio dedicato a Napoli.

Da una ricerca che la dottoressa Pasquetti ci ha fornito emerge che potrebbe trattarsi della celebre Pendola Monumentale di Domenico De Vita. Un orologio datato Napoli 1891.

“Si tratta di un “mobile d’arredo” le cui dimensioni dell’orologio sono ragguardevoli: 310 cm di altezza, 112 di larghezza e 87 di profondità. La cassa è in noce massello, riccamente decorata. Da un punto di vista stilistico, il progetto del mobile trae chiara ispirazione da stilemi neobarocchi, come è riscontrabile dalle figure ad altorilievo o a tutto tondo che lo arricchiscono e dalla presenza di mascheroni grotteschi. Per l’ebanisteria, non essendo la cassa firmata, non si sono volute tentare delle ipotesi di attribuzione, anche se con ulteriori approfondimenti potrebbe emergere il nome dell’abile artista che ne ha curato la progettazione e la realizzazione. In sommità, al di sopra dell’elemento cubico recante i quattro quadranti, troviamo una scultura raffigurante Cronos, dio del Tempo, assiso e nell’atto di impugnare una falce in bronzo, simbolo della sua implacabilità nel porre fine ad ogni cosa terrena”.

“L’indicazione dell’ora corrente è riportata su quattro quadranti che sono posti sulle quattro facce laterali di una struttura cubica, in posizione superiore, per garantirne la massima visibilità. I quadranti che si trovano sui lati anteriore e posteriore, cioè in corrispondenza del lato più largo della struttura, sono di diametro maggiore, mentre i due in corrispondenza del lato più corto sono del tutto analoghi, ma di diametro inferiore. I quadranti sono realizzati a partire da una lastra di bronzo lamina decorata a bulino e dorata al mercurio, con indicazione delle ore in XII in cifre romane di colore nero in cartouches di riporto in smalto di color bianco avorio. Ogni quadrante riporta anche, ad ore VI, una piccola cartouche in smalto con la firma dell’autore: D.co De Vita – Napoli”.

Domenico De Vita era un meccanico orologiaio, autore della Pendola Monumentale, aveva la sua bottega, verso la fine dell’Ottocento, a Napoli in Piazza San Domenico Maggiore. L’attività risultava aver avuto inizio in un locale angusto, una ex bottega di fabbro, nel Vicoletto dell’Università. Risulterebbe, inoltre, che il De Vita abbia anche lavorato, almeno per un certo periodo, presso officine straniere per migliorare le proprie competenze.