Nonostante il clima piovoso di questo periodo, ci sono spiragli di luce per i lavoratori della Whirlpool dii Napoli, che potrebbero a breve riprendere a lavorare presso una nuova azienda, la Seri Industrial. Una multinazionale tutta italiana che ha un fatturato di 150 milioni di euro, nell’ambito di un progetto che prevede la riconversione del complesso ex Indesit di Teverola, dove a breve inizierà a produrre batterie litio per auto elettriche, ha in programma l’assunzione di 675 persone.
Tra questi dovrebbero rientrare anche i 165 ex dipendenti Whirlpool per trovare nuova allocazione a Caserta; il condizionale è d’obbligo perché gli operai dello stabilimento di via Argine non ne sanno nulla, non essendo stati convocati al Mise per discutere di questa possibilità.
Nonostante l’annuncio della sottosegretaria del ministero dello Sviluppo economico Alessandra Todde, sono diffidenti verso questa possibilità di ricollocazione e al momento rifiutano qualsiasi prospettiva che non sia quella che faccia mantenere gli impegni assunti alla multinazionale americana che prevedeva il mantenimento del ciclo produttivo nello stabilimento napoletano.
“La nostra battaglia non si ferma – dichiara Donato Aiello, RSU della Fiom – e insieme agli altri sindacati non siano disposti ad accettare la dismissione di uno stabilimento che può e deve continuare ad operare in un settore dove il mercato è florido. Il comparto degli elettrodomestici della Whirlpool è in crescita e lo dimostra l’assunzione di centinaia di lavoratori interinali negli altri stabilimenti di produzione italiani. Ancora non ci sono state esposte le vere ragioni della chiusura del sito napoletano, che, al pari degli altri, ha rispettato sempre gli standard produttivi”.
“La Whirlpool deve – conclude Aiello – continuare a produrre lavatrici e a Napoli, come sottoscritto negli accordi al Ministero del Lavoro; al momento sul tavolo delle trattava non ci sono elementi di novità su cui discutere.
I lavoratori della Whirlpool continuano la cassa integrazione, almeno fino ad aprile grazie alla proroga dovuta al covid; ma ance questo è motivo di contestazione, questa volta nei confronti del governo che, invece di costringere l’azienda a mantenere gli impegni assunti, concede la cassa integrazione a chi ha dichiarato che alla fine di questo periodo licenzierà comunque e senza spiegazioni i propri dipendenti”.
Massimo Napolitano

