Torre Annunziata, veleni sull’Osservatorio anticamorra. Libera: “Nessuna fuga, ma vogliamo gli strumenti”

“Premesso che non si è creata alcuna spaccatura nell’Osservatorio e rinnovo la mia fiducia nell’operato del Presidente Giovanni Taranto, persona competente e generosa. Voglio chiarire che l’autosospensione non è altro che uno stimolo all’amministrazione Ascione per rappresentare il disagio che si vive nell’Osservatorio. A noi non sta bene che l’Osservatorio muoia”.

Così don Ciro Cozzolino, di Libera e rappresentante dell’Osservatorio Permanente della Legalità a Torre Annunziata, il quale interviene in merito a polemiche sorte per l’autosospensione di Libera dall’Osservatorio.

“Tante fette della società torrese – aggiunge – che, pure sono state nominate, purtroppo, non sempre partecipano perché non sono sufficientemente motivate. Noi siamo pronti a collaborare. L’Osservatorio deve essere uno strumento reale a servizio della città per creare energie positive.

A Torre Annunziata viviamo una vera e propria emergenza criminalità e non si può scherzare sulla pelle della gente!

Il problema legalità a diverse coniugazioni, non solo repressione ma anche lavoro e scuola”.

L’associazione Libera, sottolinea ancora don Ciro Cozzolino, “vuole sottolineare l’urgenza ad affrontare questi temi con una particolare attenzione alla realtà giovanile che a Torre Annunziata invece di essere opportunità diventa problema ed emergenza. L’Osservatorio e l’assemblea delle Associazioni che si costituì all’indomani della manifestazione del 13 dicembre sono uno stimolo per tutti che dall’emergenza criminalità si esce mettendo insieme le forze. A questo deve servire l’Osservatorio.

Durante l’ultimo incontro dell’Osservatorio ho trovato grande disponibilità e interesse da parte dell’amministrazione. Mi è molto dispiaciuto che qualcuno ha parlato di Libera che fugge. Tengo a precisare che nella mia storia personale e di Libera non ci siamo mai sottratti dalle responsabilità ma siamo sempre stati in prima linea. Certe parole evidentemente sono state dette o per ignoranza o con cattiva fede”.