Mario Draghi è un uomo coraggioso, il coraggio per lui è tutto. Uno dei più grandi insegnamenti gli è stato dato da suo padre che ricorda con un aneddoto in particolare.
«A cavallo tra le due guerre, in Germania, mio padre vide un’iscrizione su un monumento. C’era scritto: se hai perso il denaro non hai perso niente, perché con un buon affare lo puoi recuperare; se hai perso l’onore, hai perso molto, ma con un atto eroico lo potrai riavere; ma se hai perso il coraggio, hai perso tutto».
Come riporta Il Corriere della Sera, orfano di entrambi i genitori all’età di 15 anni a breve distanza l’uno dall’altra, suo padre Carlo, una carriera iniziata in Banca d’Italia e proseguita in Bnl, muore nel 1963. A prendersi cura di Mario, della sorella Andreina e di suo fratello Marcello è sua zia.
Mario studia al liceo Massimiliano Massimo di Roma dai gesuiti. Si laurea nel 1970 con Federico Caffè, keynesiano, uno degli economisti più in vista in Italia, è lui ad avviare Draghi verso il Mit di Boston affinché studi con il premio Nobel Franco Modigliani.
«Conoscenza, umiltà e coraggio» – Il messaggio di Mario Draghi ai giovani
Mario Draghi viene chiamato da Mattrella in uno dei momenti storici più difficili per l’Italia e il mondo. Il compito non è dei più semplici: dare un Governo al Paese. La telefonata dal Quirinale era nell’aria: sapeva che non poteva tirarsi indietro. In una delle sue ultime apparizioni, parlando agli studenti dell’Università Cattolica, nel 2019, si è augurato «che molti studenti di questa università decidano un giorno di mettere le loro capacità al servizio pubblico. Se deciderete di farlo, non dubito che incontrerete ostacoli notevoli, come succede a tutti i policy maker. Ci saranno errori e ritirate perché il mondo è complesso. Spero però che vi possa essere di conforto il fatto che nella storia le decisioni fondate sulla conoscenza, sul coraggio e sull’umiltà hanno sempre dimostrato la loro qualità».
Ci sono 110 giornalisti a seguirlo, 22 radio e televisioni ad ascoltare le sue parole: sono i giorni del passaggio di testimone a Christine Lagarde al timone della Bce – Banca Centrale Europea. Tutti sentono scandire quella parola, coraggio, associata all’umiltà. Di Mario Draghi pubblico si conosce molto, ma di quello privato poco.
Un giorno è stato scoperto tra le file di un supermercato assieme alla moglie Serenella conosciuta a 19 anni e non si lasceranno più. Le foto del presidente della Banca centrale europea che come qualsiasi altro cittadino spinge il carrello assieme alla moglie fanno il giro del mondo. Draghi ha due figli, Federica e Giacomo, riservati quanto lui.
«Whatever it takes». Così Draghi salvò l’euro
Nel luglio del 2012 con tre semplici parole salva l’Euro, quel suo «Whatever it takes», «faremo qualsiasi cosa perché l’euro resista» divenne celebre. È un uomo che conosce bene i mercati. Sa chi sono gli avversari della moneta unica. Chi si muove sui mercati — in modo rapido, a volte incomprensibile, più spesso strategico — per trovarne le falle e poterci guadagnare. Li conosce anche perché ha lavorato per loro. Nel 2002 per pochi anni è in Goldman Sachs, una delle banche d’affari più potenti e ramificate al mondo. Quei tre anni avrebbero potuto persino costargli lo sbarco alla Bce.
La difficoltà più grande di Draghi in Europa era essere italiano. La Bild, il quotidiano tedesco scriverà: «Draghi è quello della lira! per la memoria: questa era la moneta con un numero infinito di zeri». L’11 maggio del 2011, tuttavia, il portavoce di Angela Merkel annuncia che appoggerà la candidatura di Draghi. La porta d’ingresso per l’istituto centrale di Francoforte non è spalancata, ma è aperta.
Alla Banca d’Italia
Un ventennio prima era stato richiamato in Italia da Guido Carli. Da sei era direttore esecutivo della Banca mondiale. Ma Carli lo vuole al Tesoro, è il ministro del settimo governo Andreotti. Carlo Azeglio Ciampi, allora governatore della Banca d’Italia, ha l’intuizione di far arrivare il nome a Carli. Saranno dieci anni di scosse quelli trascorsi in via XX settembre. La speculazione contro la lira e le maxi manovre del governo Amato.
A Palazzo Chigi passeranno Berlusconi, Dini, Prodi, D’Alema, ma Draghi rimarrà al suo posto. Il suo far domande piuttosto che dare false certezze si trasformerà in un mix di preparazione accademica e diplomazia che lo renderà indispensabile a qualsiasi inquilino di via XX settembre. Draghi sarà attacchato per aver voluto vedere gli investitori finanziari sul panfilo Britannia della regina Elisabetta. Guiderà la Banca d’Italia. E sarà lui a essere chiamato alla guida del Financial Stability Forum dai capi di Stato del G20 per capire che cosa è accaduto nella crisi del 2008. E soprattutto a tentare di comprendere come uscirne e fare in modo che non riaccadesse.
Quando ha salvato l’Europa
In quegli stessi anni Draghi crea le fondamenta della Banca centrale europea. Un lavoro che lo porterà a salvare l’Europa da una crisi che poteva portare anche alla fine dell’Europa stessa. In questi anni il presidente Sergio Mattarella gli è sempre stato vicino. Tante le chiacchierate tra i due e le mille telefonate private. Un rispetto e un’ammirazione nei suoi confronti quello di Mattarella che funge da spinta a fare la telefonata che forse né il Quirinale pensava di fare, né Draghi di ricevere.

