La cultura in tv è sempre molto richiesta da parte del pubblico televisivo, abituato poi a commentare i programmi tv sui social. Un pubblico attento a quello che viene mandato in onda, che non risparmia critiche ai programmi meno amati della tv italiana.
Da quello che si legge sui social, pare che nessuno guarda il “Grande Fratello Vip”, ma tutti conoscono i dettagli e gli avvenimenti della casa più spiata d’Italia. Considerato programma trash dal popolo della rete, lunedì sera, con la Rai che proponeva la prima puntata del “Il Commissario Ricciardi” e “Report”, il programma condotto da Alfonso Signorini ha portato a casa i suoi oltre 3 milioni di telespettatori. In questi giorni è la chiusura di uno dei pochi programmi culturali presenti nel palinsesto Mediaset: “Viaggio nella Grande Bellezza”. Un programma bello e interessante ma che chiude per gli ascolti troppo bassi.
Perchè il pubblico che tanto lamenta la poca cultura in tv, non ha premiato il programma di Canale 5?
Sono stati proprio gli ascolti a non convincere Mediaset e a far decidere per la chiusura. Una media di circa 1.872.000 spettatori, che sono valsi a Canale 5 uno share dell’8.8%. Un prodotto televisivo insolito per Canale 5 che inizialmente sembrava piacere al pubblico con una prima puntata che aveva registrato il 12,7% di share, e che doveva essere una risposta al programma di Alberto Angela di Rai 1 ma alla fine gli esiti non sono stati gli stessi.
Negli anni, Mediaset non ha abituato i suoi telespettatori ad un programma del genere, e anche il sostegno pubblicitario è stato minore rispetto ad altri programmi della rete che invece di pubblicità ne hanno parecchia.
Evidentemente l’azienda non ha creduto fortemente in un progetto che andava tutelato. Non si può pensare che il programma di Cesare Bocci equivalga a una fiction, a Live – Non è la d’Urso o al Grande Fratello Vip, in termini di ascolti ed introiti pubblicitari, questo è ovvio. E quindi ecco spiegato il motivo della scelta di chiudere il programma, i costi di produzione non sono rientrati in termini di ascolti ed introiti pubblicitari.

