E’ in corso su tutto il territorio nazionale un’operazione contro la ‘Ndrangheta, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catanzaro, denominata “Basso profilo”, che vede impegnati duecento donne e uomini della Direzione Investigativa Antimafia e centosettanta unità tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza con il supporto di quattro unità cinofile e un elicottero. Tra gli indagati c’é anche il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa. Lo scrive il sito di “Repubblica”.
La casa di Roma di Cesa è stata perquisita questa mattina dal personale della Dia.
“Ho ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017. Mi ritengo totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla procura competente. Come sempre ho piena e totale fiducia nell’operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale come effetto immediato“.
Così Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc.
“Piena e totale solidarietà al nostro segretario nazionale, Lorenzo Cesa. Siamo scossi. E siamo certi che potrà dimostrare la sua totale estraneità. Confidiamo nell’operato della Magistratura, nell’auspicio che si possa fare chiarezza quanto prima”.
Lo affermano in una nota congiunta i senatori dell’Udc, Antonio De Poli, Antonio Saccone e Paola Binetti. L’assessore al Bilancio della Regione Calabria, Franco Talarico, dell’Udc, é stato arrestato e posto ai domiciliari nell’ambito dell’operazione “Basso profilo” coordinata dalla Dda di Catanzaro.
I dettagli in una conferenza stampa, a Catanzaro, nella sede della Corte d’Appello, con il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, e il Direttore della Dia, Maurizio Vallone.
Tredici persone sono state arrestate e portate in carcere e 35 ai domiciliari nel corso dell’operazione “Basso profilo” coordinata dalla Dda di Catanzaro e scattata all’alba.
Un’interdittiva é stata emessa a carico del notaio Rocco Guglielmo, di 58 anni, di Catanzaro, uno dei più noti ed attivi notai calabresi.
Tra gli arrestati, secondo quanto si è appreso, vi sono molto “molti” colletti bianchi di Catanzaro e provincia. L’operazione condotta da personale della Dia, congiuntamente con quello della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di finanza, coinvolge i maggiori esponenti delle ‘ndrine tra le più importanti di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro come “Bonaventura” “Aracri”, “Arena” e “Grande Aracri”, nonché imprenditori di spessore ed esponenti della pubblica amministrazione collusi, secondo l’accusa, con le organizzazioni criminali.
La movimentazione illecita di denaro per un valore di oltre trecento milioni di euro è stata accertata nel corso dell’indagine. Oltre alle misure cautelari, la Procura della Repubblica di Catanzaro ha disposto l’esecuzione di numerosi sequestri di beni costituiti da compendi aziendali, immobili, autoveicoli, conti correnti bancari e postali.
“Io sono sempre stato rispettoso della magistratura e lo sono anche ora: non credo a tempi sospetti”.
Così Lorenzo Cesa, conversando con un cronista dell’Ansa, esclude che il suo coinvolgimento nell’inchiesta di Catanzaro possa essere letta come una ‘mina’ sulle interlocuzioni sulla crisi.
“Il centrodestra è unito. Detto questo sono una persona seria e lo sono anche oggi: non mi occupo più di vicende politiche. E’ un momento difficile. L’unica cosa che devo fare – conclude – è prendere le carte e lasciare il mio ufficio nella sede dell’Udc”.
“Chi ha condanne sulle spalle e indagini per reati gravi, perché Cesa non è certo indagato per diffamazione, non può essere un interlocutore”. Lo dice, interpellato al telefono, l’esponente M5S Alessandro Di Battista commentando indagini della Dda di Catanzaro che vede coinvolto il segretario dimissionario dell’Udc Lorenzo Cesa.
Fonte Ansa.it

