Torre Annunziata, tutti i retroscena per la nomina della nuova giunta Ascione

Ancora una volta il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, si ritrova a dover rimettere mano alla composizione della giunta a seguito degli accadimenti che hanno portato all’arresto del responsabile dell’ufficio tecnico Nunzio Ariano.

Pochi giorni prima di quel fatidico 28 dicembre 2020, quando il capo dell’UTC è stato beccato con una bustarella di 10mila euro in auto, il primo cittadino era riuscito, faticosamente e dopo mesi di stallo, a trovare la quadra nella composizione della sua nuova squadra di governo.

Fuori gli assessori Emanuela Cirillo e Bruno Orrico, da sempre ostili alla gestione Ascione-Ammendola, dentro Maria Palmieri, indicata dal transfugo di Forza Italia, Bruno Avitabile e Angela Nappi, la dirigente Papa, voluta dal PD locale sotto dettatura della federazione Provinciale, mentre Sofia Felicia Donnarumma non aveva firmato le deleghe contestando lo strapotere decisionale del vicesindaco Luigi Ammendola. E la Donnarumma mirava proprio alla poltrona di vicesindaco.
Poi la doccia fredda dell’arresto di Ariano e la decisione di Ascione dell’azzeramento della giunta, a rimarcare le responsabilità politiche indirette dei propri assessori, in particolare i lavori pubblici.

Il vicesindaco Ammendola aveva già dichiarato che avrebbe fatto un passo indietro, ma il sindaco ha optato per azzerare l’intera giunta.
Ora è tutto punto e a capo. Il primo cittadino di Torre Annunziata ha da subito ribadito che è sua intenzione consultare i consiglieri della maggioranza per comporre una squadra di alto profilo, ciò significa niente giunta tecnica ma ancora di tipo politico.

Ascione avrebbe potuto avere le mani slegate da qualsiasi rapporto con i consiglieri ma è prevalso in lui il voler essere legato ad un rapporto fiduciario – sancito negli accordi precedenti allo scandalo – in cui aveva ottenuto la riconferma alla candidatura alle prossime elezioni.
In questa fase, però, è lo stesso rimo cittadino che sta interagendo con i singoli consiglieri per ricomporre un’orditura che sembra essere diventata come la tela di Penelope, mentre forze politiche più strutturate chiedono che le decisioni avvengano su un livello politico che, a questo punto, rimetta tutto in discussione, in vista di quanto successo.

L’elemento di novità sul tavolo del Sindaco, oltre ai nomi degli assessori – di cui sembra certa la sola riconferma di Luigi Cirillo – è la richiesta della testa del Presidente Rocco Manzo, accusato di essere subalterno agli indirizzi politici dell’ex vicesindaco e incolpato di aver gettato le responsabilità di quanto accaduto e del poco controllo degli atti amministrativi ai soli consiglieri.
I tempi stringono, la Procura sta allargando le indagini e si teme sempre più l’arrivo di una commissione di accesso, uno smacco per l’amministrazione Ascione.

Massimo Napolitano