Quella delle banconote trovate nell’auto del responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Torre Annunziata non è che la punta dell’iceberg delle indagini che sta conducendo la Procura oplontina relativamente agli affari del cosiddetto “porto delle nebbie”, la cui documentazione spesso viene tenuta secretata in disprezzo delle norme sulla trasparenza degli atti pubblici.
La meraviglia e l’indignazione per quanto accaduto e che trapela dai comunicati ufficiali non possono essere una giustificazione del mancato controllo. La politica ha il dovere di accertare che non avvengano illeciti, soprattutto da parte di chi fino a ieri godeva di massima stima e fiducia. Richiamare Berlinguer, così come ha fatto il primo cittadino, fa onore a chi ha vissuto quel passaggio della storia politica; ma non basta non sporcarsi le mani personalmente per non sentirsi coinvolti in quanto accaduto e, relativamente all’omesso controllo, che se non previsto dalle norme, il segretario del PCI lo considerava parte integrante della propria etica.
Sono lunghe le ombre che avvolgono la classe politica torrese che, se non sarà coinvolta direttamente, subisce un contraccolpo pesante, chiamata sul banco degli imputati e accusata di reati parimenti grave: incapacità nel controllo, inadeguatezza nella lettura degli atti e insipienza nell’affidare ruoli dirigenziali a uomini di fiducia che si rivelano essere dei truffaldini.
Sarebbe bastato leggere attentamente le chat di assessori “non allineati” che avvertivano il sindaco dell’enorme potere nelle mani dei dirigenti, ci si poteva insospettire dei tanti provvedimenti di “somma urgenza”, leggere attentamente gli atti prodotti all’Ufficio Tecnico o chiedere la tanta agognata trasparenza dei documenti che vengono nascosti nei cassetti del “porto delle nebbie”. Ed invece no, abbiamo assistito in questi mesi in una difesa ad oltranza dei dirigenti e degli impiegati che hanno firmato atti amministrativi ora nelle mani della Procura di Torre Annunziata
C’è la vicenda relativa alle cisterne del “porto dei veleni” e il permesso a costruire prorogato dall’UTC anticipando il giudizio del Tar per “non aggravare inutilmente i costi da parte dell’Amministrazione comunale nella difesa dell’Ente; ma è lo stesso “porto delle nebbie”, così attento al risparmio per le casse comunali però non ha la stessa solerzia nel trasmette gli atti trasmessi dalla Regione Campania ai consiglieri comunali. Purtroppo su questa vicenda la Procura ha deciso di archiviare – non sono note le motivazioni – i tre esposti presentati dal comitato Salera che nei prossimi giorni ne chiederà la motivazione al Tribunale.
Invece, resta sul tavolo degli inquirenti quella che può essere una grana maggiore per l’amministrazione comunale e riguarda le autorizzazioni relative al mercato giornaliero che si svolge nel piazzale antistante lo stadio Giraud e dove sono state posizionate le colonnine per l’approvvigionamento dell’energia elettrica.
Da quanto si legge nella documentazione in nostro possesso si evince che il permesso a costruire di quelle che sono – a detta di coloro che hanno presentato gli esposti – opere non conformi al regolamento edilizio comunale e le norme regionali e nazionali.
Il consiglio comunale approva a larga maggioranza il regolamento per la “realizzazione di micro-progetti di miglioramento dello spazio pubblico da parte della società civile”.
Un’ottima proposta in cui viene concesso ai cittadini interventi – a proprie spese – “di miglioramento dello spazio pubblico attraverso la realizzazione di opere di manutenzione dello stesso e arredo urbano”.
Il 20 gennaio 2020 la giunta comunale delibera che il “Consorzio vecchio mercatino”, che svolge le proprie attività mercatali nel parcheggio di fronte lo stadio Giraud possa in quel luogo procedere all’installazione di colonnine elettriche facendole rientrare nella tipologia dei microprogetti.
Così evidentemente non è, perché non si tratta né di manutenzione ordinaria o straordinaria né di arredo urbano, non si tratta del miglioramento o la manutenzione dello spazio esistente pubblico.
Ma il consorzio avrebbe avuto titolo per eseguire anche un qualsiasi intervento di manutenzione e non opere abusive in base a quel regolamento? Non è proprietario di edifici che affacciano su spazi pubblici e, al momento dell’installazione delle colonnine, non avevano neanche permessi per operare in quello spazio che è un parcheggio e non una zona prevista dal PRG come mercato rionale.
E allora il 17 agosto 2020 arriva il bando riparatore, successivo al permesso a costruire, successivo all’installazione delle opere non conformi al regolamento edilizio, che intende affidare in concessione quell’area che è un parcheggio per lo svolgimento dell’area mercatale. Indovinate chi vince il bando? Proprio il consorzio, che ora avrebbe la legittimità – postuma – per edificare opere ma che comunque vengono descritte – nella denuncia depositata alla Procura dalla Confcommercio – non conformi.
A Torre Annunziata accade che anche quella che era una delibera importante che permetteva a tutti i cittadini di contribuire al miglioramento del bene comune è diventato uno strumento nelle mani del “porto delle nebbie” per concedere un’autorizzazione a costruire in palese violazione con quelli che sono i regolamenti di edilizia urbana e per un consorzio che non aveva titolo a poter effettuare quelle opere.
E’ breve la strada che passa dal porto dei veleni e arriva al mercato, ma a percorrerla non sono i cittadini onesti che preferiscono intraprendere sempre e comunque le strade della legalità.
Massimo Napolitano

