Ascione, azzeramento della giunta a Torre Annunziata per evitare il commissariamento?

Alla fine il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, si è dovuto arrendere all’evidenza dei fatti: ha mandato a casa tutti gli assessori, anche quelli che avevano assunto la carica da pochi giorni e che subiscono – non avendone sicuramente colpa – il contraccolpo di un’indagine giudiziaria che sta avendo in questo atto la prima conseguenza politica.

Se da un lato l’azzeramento della giunta sembra voler prevenire un eventuale diretto coinvolgimento nelle vicende che hanno portato all’arresto del dirigente capo dell’Utc, Nunzio Ariano, ed evitare l’arrivo della commissione d’accesso, così come era già avvenuto con la giunta Starita, dall’altro alimenta il sospetto che ci siano assessori direttamente coinvolti nelle scelte dirigenziali effettuate da Nunzio Ariano.

Ed è lecito domandarsi come sia possibile che un affidamento diretto di 200mila euro per “somma urgenza” passi per una determina dirigenziale e non per una delibera di giunta attraverso un atto di indirizzo dell’assessore al ramo. E’ possibile che il dirigente abbia un così tanto potere al punto tale che l’affidamento di 200mila euro non sia stato concordato con la politica locale?

Sono ancora tanti i punti oscuri che gli inquirenti dovranno rendere noti relativi alla vicenda che ha portato all’arresto “in flagranza di reato” del capo dell’ufficio tecnico. E’ sicuramente da capire il ruolo del corruttore, colui che ha consegnato la bustarella da 10mila euro. Se, come si immagina, è un rappresentante della ditta che ha avuto l’incarico per “somma urgenza”, quale accusa pende sul suo capo e quali sono le misure cautelari imposte a suo carico?

Sembra che l’indagine delle fiamme gialle sia partita da una soffiata da parte degli stessi impiegati comunali e forse è da ricollegare a scontri avvenuti nei giorni scorsi tra il dirigente capo e i suoi sottoposti i quali hanno avuto un richiamo disciplinare come conseguenza di un malessere nei confronti delle scelte avventate del responsabile dell’Utc.

Ci chiediamo se sia possibile che fossero affidati duecentomila euro in maniera diretta attraverso un atto amministrativo a firma solo del dirigente capo senza che giunta comunale ne sapesse qualcosa.

Gli organi inquirenti approfondiranno sicuramente questo aspetto e, a questo punto, si inizia a capire il perché quegli assessori che – da sempre in contrasto con lo strapotere del dirigente dell’ufficio tecnico e dell’assessore ai lavori pubblici – hanno deciso di abbandonare la barca prima che affondasse e che hanno mantenuto una distanza da scelte che non hanno condiviso.

Ne sono usciti puliti i consiglieri di minoranza che, guidati da Pierpaolo Telese, stanno cercando di raccogliere le firme per mandare a casa l’amministrazione comunale e permettere – attraverso il voto –  di spezzare il filo che lega la malapolitica alla corruzione conclamata e che è dimostrato – secondo il consigliere DE.MA – nel fatto che nel consiglio comunale del 7 dicembre Ascione gridava alla fiducia nei dirigenti e negli assessori da lui scelti, così come recita in un post su Facebook.

In questo quadro se ne esce “pulita” la dirigenza del Partito Democratico locale, da sempre in contrato con questo modo di fare dell’amministrazione, con il suo segretario Francesco Saverese che per questa ragione  ha ricevuto la sfiducia del sindaco Ascione , del vicensindaco Ammendola, dei consiglieri Raiola, Papa, Colletto, Cirillo, Lucibelli e di esponenti di spicco quali Gagliardi, Starita e Ricciardi e che sono stati appoggiati dal segretario provinciale Marco Sarracino e dal suo delegato sul tavolo trattante per il rimpasto in giunta, da Paolo Persico.

Ed è proprio il PD locale che continua a prendere le distanze da questo modo di governare la città, attraverso un manifesto in cui evidenziando il fatto gravissimo dell’episodio corruttivo e che ha mandanti ben precisi che non possono lavarsene le mani con frasi di circostanza: il dirigente incriminato è stato confermato da questa amministrazione che gli ha consegnato pieni poteri ed ha avuto da sempre un rapporto fiduciario con il Sindaco.

Un attacco duro che però apre gli spiragli ad una convergenza nel caso il sindaco “avvii con urgenza un’inchiesta amministrativa per chiarire se ci troviamo di fronte a un episodio isolato o se i reati contestati siano parte di un più ampio sistema corruttivo che possa aver inficiato anche altre procedure di appalto o di affidamento di lavori”.

Ma ciò non basta. Cogliamo l’occasione – continua il duro comunicato – per ribadire al Sindaco la nostra piena contrarietà rispetto all’azione di governo della Città che ormai da tre anni e mezzo ha messo Torre Annunziata in ginocchio. Le nostre proposte, i nostri atti, le nostre ripetute richieste di incontro sono state sempre, con veemenza ed arroganza, rispedite al mittente solo perché, come Circolo territoriale del PD, abbiamo criticato l’operato di questa Amministrazione. In realtà abbiamo tentato di lanciare un disperato grido di allarme per poter raddrizzare la rotta di una nave che appare sempre più alla deriva. Siamo rimasti inascoltati ed oggi il disastro è sotto gli occhi di tutti.

Opere incomplete o inattuate, perdita di ingenti finanziamenti pubblici, mancanza di pianificazione urbanistica e di un’idea di sviluppo, disorganizzazione amministrativa come conseguenze di un governo della Città incompetente ed inadeguato. E da ultimo il grave tema delle cisterne ove ci si fa beffa delle legittime istanze avanzate da migliaia di cittadini e si rischia di porre una pesantissima ipoteca sulle prospettive di sviluppo della terza area portuale della Campania.

Per finire c’è anche il tempo per togliersi il sassolino dalla scarpa nei confronti della federazione provinciale che era arrivata a definire tempi e modalità di un commissariamento nei confronti di chi ora si rivela essere dalla parte del giusto e che non è sottostato ai “richiami all’obbedienza” che sono giunti dalla federazione metropolitana del partito –

E’ il segretario locale del PD Savarese che ribadisce che “ha ritenuto un grave errore la partecipazione del Pd metropolitano   quel tavolo (delle trattative per la composizione della nuova giunta n.d.r.) che io ho etichettato delle tre carte dove l’unico argomento che teneva banco tra i partecipanti era la spartizione delle poltrone poi andato pure male. Mi sono tirato fuori da quel tavolo e rivendico insieme al mio gruppo che oggi rappresenta il Pd locale quella scelta perché oggi quella decisione ci consente di distinguerci sul territorio con onore e dignità. La città merita di più Ascione alla luce dei fatti gravissimi che vedono coinvolto il capo dell’Ufficio tecnico del comune renda conto ai cittadini delle scelte fiduciarie che egli ha compiuto alla guida della macchina amministrativa”.

Tra le domande rivolte agli inquirenti, le certezze di chi ha sempre messo in evidenza il malaffare e lo stupore di chi ha amministrato senza la consapevolezza di quanto stava accadendo, restano basiti i tanti cittadini che purtroppo hanno avuto conferme che ciò che stava accadendo nelle stanze degli uffici del “porto delle nebbie” potrebbe essere stato rivelato da una “notte dai lunghi cortelli”, altrimenti l’andazzo sarebbe andato avanti per anni nonostante la documentazione per accusare gli indagati fosse presente negli atti pubblici.

Massimo Napolitano