“Vicenda Meridbulloni: videoconferenza con sindacati, capigruppo consiliari, regionali e parlamentari. Un momento storico di confronto partito dal territorio. E’ fondamentale, infatti, unire le forze per scongiurare in ogni modo la chiusura della realtà produttiva di Castellammare di Stabia e salvaguardare quasi cento famiglie. Siamo in una fase molto delicata e importante: le istituzioni, le forze politiche e le liste civiche sono vicine ai lavoratori che si trovano da giorni in sit-in fuori alla fabbrica di corso Alcide De Gasperi”.
Così il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, sulla vertenza dello stabilimento di via De Gasperi.
“Amministrazione e forze politiche di Castellammare – aggiunge Cimmino – hanno ritenuto di voler condividere un percorso per porre in essere azioni a protezione di cento lavoratori messi alla porta senza preavviso né altre comunicazioni. Pochi giorni fa il consiglio comunale ha votato all’unanimità un ordine del giorno con il quale è stata rimarcata l’importanza di evitare speculazioni edilizie o ipotetiche riconversioni. E’ impensabile, inoltre, delocalizzare la struttura in Comuni limitrofi”.
Poi ancora: “L’obiettivo della videoconferenza è stato anche quello di coinvolgere tutti gli Enti sovracomunali. Nel corso della discussione sono pervenute proposte concrete per portare avanti la vertenza come la sottoscrizione di un’interrogazione parlamentare che vada al di là dei colori politici per dare un forte impulso al Governo centrale. Necessario poi un tavolo permanente di confronto con l’assessore regionale alle Attività produttive Antonio Marchiello, che ho sentito poche ore fa e che è impegnato anche nella vicenda Whirlpool di Napoli, con le parti sociali e con la proprietà per avviare un discorso in merito ad un processo di ammodernamento della fabbrica ed investire quindi il Mise”.
“Voglio ricordare ancora una volta che se l’azienda vive un momento di solidità, a differenza di tante altre realtà colpite dall’emergenza sanitaria, è merito della capacità e della perseveranza degli operai e dei dirigenti che hanno sempre portato a casa grandi risultati. Ringrazio a nome dell’amministrazione di Castellammare di Stabia tutti i rappresentanti sindacali dei lavoratori, i consiglieri comunali e gli onorevoli intervenuti”.
Solidarietà anche dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello e Luigi Cirillo e la deputata M5S Teresa Manzo: “Non possiamo consentire il trasferimento dei lavoratori Meridbulloni da Castellammare a Torino. Ne va del destino di oltre 80 famiglie, senza contare l’indotto. Abbiamo interessato fin da subito della vertenza il ministero dello Sviluppo Economico, con il quale siamo al lavoro da settimane per impedire che si metta la parola fine a un sito importante nel tessuto produttivo del territorio stabiese e dell’intera regione. Con il sottosegretario Todde, che ha già incontrato la proprietà nei giorni scorsi, è stato fissato per il 2 gennaio un tavolo al Mise con il management di Meridbulloni e le parti sociali. Il Governo è pronto a mettere in campo ogni iniziativa e strumento finanziario utili a evitare il trasferimento dello stabilimento stabiese”.
A della del Movimento 5 Stelle, “da anni è in atto un processo di desertificazione industriale che ha prodotto la fuga dalla Campania di importanti multinazionali, con conseguenze devastanti sullo sviluppo del territorio e sull’occupazione. Trattenere lo stabilimento di Meridbulloni sarà il primo passo di una tendenza che abbiamo il dovere di invertire”.
Per la deputata stabiese del M5S Carmen Di Lauro, intervenuta al termine della videoconferenza, “è importante la sinergia tra tutte le forze politiche presenti sul territorio sulla triste vicenda Meridbulloni. E’ importante scongiurare il trasferimento al nord delle maestranze stabiesi che con caparbietà, impegno e dedizione, hanno dimostrato di dare tanto all’azienda. La chiusura della fabbrica rappresenta un altro schiaffo al Sud già alle prese con una pesante crisi economica e di conseguenza anche sociale”.
Poi aggiunge: “È fondamentale passare dalle parole ai fatti, per questo abbiamo interpellato il Ministero dello Sviluppo Economico che ha accolto la causa e si è reso disponibile a confrontarsi con l’azienda e i sindacati e trovare una soluzione per il futuro degli oltre 80 operai che mi auguro – conclude – restino a Castellammare di Stabia”.

