“Ho appreso con incredulità e stupore la notizia del fermo dell’ingegnere Nunzio Ariano. Dal punto di vista umano, mi dispiace per lui e la sua famiglia. Ma sono anche molto amareggiato e indignato per quello che è accaduto. Spero vivamente che il dirigente dell’Utc sappia difendersi dalle gravi accuse che gli vengono mosse”.
Così il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, in merito all’arresto del capo dell’Utc, il quale avrebbe intascato una tangente di 10mila euro per assegnare i lavori di somma urgenza ad alcuni istituti scolastici.
“Ho iniziato il mio percorso politico – continua Ascione – prendendo ad esempio il grande Enrico Berlinguer, e ritengo che la questione morale, soprattutto per chi opera nella pubblica amministrazione, venga prima di qualsiasi altra cosa.
Le indagini sono ancora in corso e saranno gli inquirenti a fare chiarezza sulla vicenda e stabilire se è stato commesso o meno un reato. Resto comunque fiducioso nell’operato di magistratura e forze dell’ordine – conclude il sindaco Ascione”.
Sulla vicenda interviene anche don Ciro Cozzolino, parroco della Santissima Trinità e referente di Libera: “Premetto che i processi si celebrano in tribunale e nessun indagato è colpevole. La corruzione è stato uno dei temi fondamentali che sono stati portati avanti dal Presidio, quando tutti parlavano di temi che in quel momento “tiravano”. Ovviamente, ci auguriamo che l’operazione vada in profondità e che non sia semplicemente legata a qualche problema particolare e circoscivibile”.
Poi aggiunge: “Certe criticità vanno indietro nel tempo e certamente non sono ascrivibili solo a questa amministrazione. Proprio ieri alla fine della celebrazione in memoria delle vittime del crollo ho annunciato la nascita del comitato “7 luglio” che si propone tra l’altro di combattere la corruzione. Sarebbe cosa buona e giusta anche se utopica che le forze politiche – applicando un codice deontologico – facessero la loro parte in questa congiuntura socio-politica. Non è detto che per bonificare la politica debbano necessariamente entrare le forze dell’ordine o la magistratura. A tutti i cittadini ricordo una frase di George Orwell: i cittadini governati da corrotti non sono vittime ma complici”.
Massimo Napolitano

