Portici, accuse e polemiche tra maggioranza e opposizione. Cuomo resta ben saldo al timone

Portici. “Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia”. E la proprietà commutativa è forse quella che meglio sintetizza la movimentata settimana appena trascorsa nella maggioranza del sindaco Cuomo. Nonostante il susseguirsi di eventi, dalla nascita del nuovo sodalizio Fimiani-Ruffino-Calise all’abbandono del Pd da parte del consigliere Borrelli passando per la sfiducia e la nuova elezione della Capasso, la maggioranza conserva gli stessi identici numeri. E quindi, nessuna crisi tale da intaccare addirittura gli equilibri iniziali come invece messo nero su bianco, attraverso l’ormai abituale manifesto condiviso dalle opposizioni.

“Il primo eletto del Partito democratico di Portici Davide Borrelli abbandona il gruppo consiliare del Pd e passa al gruppo misto. Il consigliere Ruffino eletto nelle liste del Pd forma il gruppo Portici Unita con altri due consiglieri comunali. Il sindaco – le parole affidate al manifesto – dopo il video nella vasca di Santo Domingo si autosospese dal Pd. Da due anni aspetta invano il momento di cambiare casacca. Non basta a fermare l’emorragia l’imbarco nelle fila del Pd dell’ex socialista Di Bartolomeo . Inizia la resa dei conti nel carrozzone Cuomo: la presidente della commissione consiliare Assetto del territorio è stata sfiduciata dagli stessi consiglieri comunali di maggioranza. Niente politica, nessuna idea di città, a Portici è in scena il Game of Thrones dei poveri alla corte del vecchio Re”.

Una lettura dei fatti a dir poco drammatica quella dell’opposizione. Ma quanto c’è di concreto in questa accurata analisi politica? A giudicare dai fatti, forse la vena negativa ha preso il sopravvento. Ma andiamo con ordine. Il consigliere Borrelli ha effettivamente deciso di congedarsi dal Pd, restando comunque fedele al primo cittadino. E se la matematica non è un’opinione, per uno che esce, Borrelli, con l’altro che entra, Di Bartolomeo, la perdita è pari allo zero. Affaire Ruffino: il consigliere che fino a qualche mese fa pareva ben poco empatico verso il sindaco, ha invece scelto di rientrare in maggioranza, suggellando il suo ritorno col neonato gruppo Portici Unita.

Discorso a parte merita invece la consigliera Capasso. Sfiduciata come presidente di una commissione è stata eletta dopo qualche giorno nuovamente presidente della stessa commissione. Insomma, come si suol dire: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Della smania del sindaco Cuomo di cambiare casacca poi, addirittura da due anni a questa parte – data a cui risale il famigerato augurio in piscina – si aspettano ancora segnali tangibili.

Al momento, non sembra essere pervenuta alcuna manifestazione concreta di insofferenza. Anzi, stando a quanto trapelato nel corso dei mesi, sul caso “Santo Domingo” sarebbero arrivate puntuali all’epoca anche le scuse dai vertici del Pd per l’attacco inopportuno che fece letteralmente infuriare il senatore Cuomo. Non è del resto un segreto nemmeno il buon rapporto che tutt’ora lega il sindaco al Partito democratico, anche attraverso l’amicizia col segretario Sarracino.