Nei giorni scorsi il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione aveva annunciato che nella giornata di oggi avrebbe sciolto la riserva sul nome dell’assessore alla cultura ed il fatto che fosse stata convocata di sabato la giunta dava a pensare che quella sarebbe la sede stata per comunicare le proprie decisioni.
Ciò non è accaduto. È questo sta a significare che ancora non sono stati risolti i dissidi tra l’amministrazione comunale, la direzione provinciale e il Pd locale, che continua a prendere le distanze da questo modus operandi del primo cittadino e chiede per uscire dall’enpasse che venga nominata una giunta di alto spessore.
Il Sindaco continua ad essere “in attesa delle indicazioni dei partiti”, incolpando di fatto la propria maggioranza di essere incapace nell’indicare un nome per un assessorato così importante come quello alla cultura.
Abbiamo interpellato l’architetto Antonio Irlando, ex assessore alla cultura, per chiedere un parere sull’attuale situazione di stallo.
“A Torre Annunziata serve assolutamente un Assessore alla Cultura – esordisce l’architetto – non solo perché la città ha una storia millenaria che merita di essere valorizzata ma anche perché c’è bisogno di una personalità che si interfaccia con tutte le categorie economiche, commerciali e professionali che riconoscono in quest’assessorato un volano per il rilancio delle proprie attività”.
Poi ancora: “A dire cultura non ci vuole nulla, a fare cultura invece è un duro lavoro; quando sono stato nominato assessore tra le mie deleghe mi era stata conferita anche quella ai lavori pubblici – continua Irlando – e sono orgoglioso di essere ricordato per il mio impegno per la rinascita culturale di torre Annunziata, perché la più grande opera pubblica è proprio quella di occuparsi del patrimonio della città, da cui bisogna ripartire per superare le due crisi, quella pandemica e quella economica”.
Un Assessore alla Cultura di spessore è fondamentale per interloquire con le altre e alte autorità che si occupano di questo campo, sovraintendenza in primis, che se notano poco interesse dell’amministrazione comunale agiscono con lo stesso disinteresse – vedi scavi di Oplonti – nei confronti della nostra città.
“Ad Ascione – conclude il Presidente dell’Osservatorio Patrimonio Culturale – chiedo di non perdere tempo e lasciare perdere in questa nomina gli equilibri della politica, un Assessore alla Cultura serve non solo per dare un rilancio di immagine della città, ma per attuare gli indirizzi politici, urbanistici e per interfacciarsi con serietà alle economie che afferiscono al mondo della cultura”.
Non sappiamo se questo accalorato appello verrà accolto, sta di fatto che gli incontri bilaterali nella maggioranza per sciogliere la riserva continuano a svolgersi presso lo studio del dottor Gagliardi e che il commissariamento del PD voluto dall’amministrazione comunale sembra essere imminente. Tutto ciò è quello che al momento è sul piatto della bilancia di un Assessore alla Cultura, non le competenze, non il percorso professionale, non le capacità personali, però sappiamo – tristemente – solo il sesso: donna.
Massimo Napolitano

