Siamo in Italia e quando affrontiamo il tema di opere pubbliche, anche quelle indispensabili, immediatamente pensiamo agli interessi della politica. Anche a Torre Annunziata, quando si parla di opere che sono sicuramente necessarie allo sviluppo della città, si solleva un coro di proteste che spesso sfocia nel benaltrismo mentre le proposte progettuali sembrano diventare scontro pretestuoso della politica per portare acqua – è il caso di dirlo – al proprio mulino.
In questi giorni il dibattito si è spostato sulla necessità della realizzazione di due iniziative di pubblico interesse che, se non fosse per la dietrologia dovuta ai misfatti della politica, non si dovrebbe obiettare sulla necessità della loro esecuzione: un parcheggio e una piscina.
Due opere essenziali e di prestigio che in un altro paese europeo avrebbero il plauso di tutta la comunità.
Ma siamo in Italia, a Torre Annunziata. E allora sorgono immediatamente dubbi e domande. Perché il Comune decide di investire di tasca propria (nostra) due milioni e settecentomila euro per acquistare un terreno da un privato per creare un parcheggio pubblico quando poi nel recente passato questa possibilità è stata concessa a imprenditori?
Siamo sicuri che quel parcheggio resterà nelle mani pubbliche o, come è avvenuto per l’affidamento delle strisce blu, una volta realizzato esso verrà offerto in concessione per pochi euro ai privati? Perché quei soldi pubblici non vengono utilizzati nel progetto della piscina, peraltro già previsto proprio nella zona di realizzazione?
L’assessore ai lavori pubblici Luigi Ammendola afferma che “un’opera pubblica è sempre necessaria, e se essa viene finanziata anche con fondi privati – nel caso della piscina – ciò torna a vantaggio di tutta la cittadinanza, mentre per il parcheggio non sono stati trovati gli stessi investitori”.
Invece, i consiglieri comunali Pierpaolo Telese e Germaine Popolo si sono dichiarati contrari ai progetti; il primo alla sola realizzazione del parcheggio che non può avvenire – afferma – “in assenza di una programmazione urbanistica complessiva e di un piano parcheggi oggi inesistente, mentre continua ad essere esclusa da qualsiasi piano di interventi la zona sud di Torre Annunziata”.
La consigliera comunale del PD, invece, è contraria anche alla realizzazione affidata ai privati di una piscina al coperto e si batte – è quanto ha dichiarato anche nel corso del consiglio comunale – “affinché ci sia un impianto sportivo pubblico e chiede che le associazioni presenti sul territorio, quelle sportive in particolare, vengano coinvolte direttamente nelle decisioni del campo di loro pertinenza”.
Serve una piscina pubblica, servono parcheggi, ma serve anche una classe politica che ci dia fiducia nelle scelte che compie e, purtroppo, in questi giorni di pioggia e inondamenti – sempre di acqua parliamo – l’ultima cosa che ci viene da pensare è quella di parcheggiare con un’auto immergendoci nelle piscine naturali offerte dalle strade allagate.
E’ benaltrismo richiedere un’attenzione ai problemi idrogeologici oppure è dettare un’agenda delle priorità e degli interventi infrastrutturali che è sicuramente assente?
Con la programmazione finisce anche l’emergenza che serve alla politica per operare con appalti concessi senza gara, che alimentano dubbi nella gente.
Un parcheggio è indispensabile.
Una piscina è necessaria. I privati che investono nel pubblico sono ben accetti, ma questi non possono dettare l’agenda delle scelte e tornare a casa sempre con le tasche piene, sia nel caso dell’acquisto del suolo per il parcheggio sia dai proventi offerti dalla creazione della struttura sportiva.
Coerenza avrebbe voluto che il privato fosse stato incaricato per la costruzione di entrambe le opere, parcheggio e piscina o, come logica prevede, il parcheggio al privato e la piscina comunale finanziata dalle casse pubbliche. Ma la maggioranza dei consiglieri comunali, quando si è trattato di votare lunedì scorso ha deciso: Parcheggio al Pubblico e Piscina al Privato, un ragionamento che fa acqua – e il caso di dirlo – da tutte le parti. Speriamo bene, speriamo nel bene comune.
Massimo Napolitano

