Portici. La sanità in Campania è attualmente uno degli argomenti più controversi e complessi che ci siano. Un vortice incontrollato di notizie in cui fluttuano con inquietante leggerezza articoli, inchieste e persino filmati choc, come quello finito recentemente in rete sul Cardarelli.
Ma cosa succede realmente nei reparti? In che modo un ospedale in prima linea per il Covid riesce a fronteggiare altre urgenze? Nel totale caos mediatico, nulla può fugare meglio un dubbio quanto un’esperienza diretta.
È il caso di un anziano porticese, G.M., ricoverato all’Ospedale del Mare in condizioni molto gravi. In soldoni, se il paziente non fosse stato operato immediatamente, oltre agli arti inferiori avrebbe rischiato la paralisi totale che gradualmente gli avrebbe impedito persino di respirare.
La verità è che nei tanto discussi nosocomi campani e in particolare napoletani, ci sono reparti d’eccellenza dove ogni giorno vengono salvate vite con interventi delicatissimi e determinanti. Una realtà che il Covid non ha affatto intaccato, riuscendo in un periodo d’inferno come questo a supportare numeri impressionanti di ricoveri e di operazioni.
E proprio fra le eccellenze, va certamente menzionata l’Unità operativa di Neurochirurgia dell’Ospedale del Mare, dove l’equipe guidata dal professor Giuseppe Catapano ha evitato all’anziano porticese la possibilità di scivolare in un drammatico peggioramento che lo avrebbe reso tetraplegico.
Con uno straordinario intervento, i medici hanno rimosso la vertebra che premeva sul midollo spinale del paziente e che gli sarebbe stata probabilmente fatale per le conseguenze imminenti. E così, l’anziano potrà ora non solo lasciare l’ospedale ma anche iniziare un percorso di recupero in un centro riabilitativo. Un lieto fine, che conferma l’efficienza di quel reparto e dei tanti professionisti attivi nell’ambito sanitario regionale.
“Ho avuto più volte modo di constatare quanto decisiva sia stata la capacità professionale, la dedizione e l’impegno del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale del Mare – il commento del sindaco di Portici, a cui è giunta la testimonianza dell’anziano – e di tutta la rete di Neurochirurgia fra le diverse realtà campane”. Per il primo cittadino l’esperienza dell’anziano è soltanto una ennesima conferma: “Ho il piacere di conoscere anche tanti altri cittadini di Portici che sono stati riportati neurochirurgicamente in vita grazie all’eccellenza rappresentata da questa equipe multidisciplinare che lavora con orgoglio e passione all’interno del sistema sanitario regionale campano”. E a tal proposito, il sindaco rende omaggio a un medico originario proprio di Portici: “Mi sento di ringraziare il dottor Cristiano Capuano, cittadino porticese, oltre che mio personale amico che ha svolto e svolge una preziosa attività di raccordo tra le esigenze della popolazione e le varie equipe multidisciplinari nei vari reparti ospedalieri che svolgono egregiamente questo lavoro”.

