Il coordinatore territoriale di Confcommercio Campania di Torre Annunziata, Giuseppe Manto, non ci sta e prende le distanze dalla manifestazione di sabato sera che ha coinvolto i negozianti fin dal primo istante e in questa intervista esprime il suo punto di vista in modo perentorio.
Giuseppe effettivamente si è notata l’assenza dei commercianti ieri alla manifestazione
“Di questa manifestazione nessun commerciante sapeva nulla, nessuno mi ha avvisato, in modo tale da coinvolgere i miei iscritti, ma non c’è stato neanche un tam tam tra gli altri commercianti, nessuno sapeva nulla di nulla. Un post sui social non può coinvolgere un’intera categoria e di cui ci siamo anche preoccupati, perché ci era stato detto che questa manifestazione era solo il pretesto per avere scontri con le forze dell’ordine, visto ciò che era accaduto il giorno precedente a Napoli”.
La manifestazione di Napoli era una riposta ad un forte disagio, non credi che comunque c’era bisogno di far sentire la vostra voce?
“Non siamo rimasti con le mani in mano nelle ore precedenti. Anche grazie alle interlocuzioni che abbiamo avuto con i consiglieri regionali di riferimento, abbiamo cercato di impedire un lockdown regionale che avrebbe causato forti preoccupazioni”.
Sarebbe stata comunque giusta una vostra presenza alla manifestazione di ieri?
“Le manifestazioni non possono essere organizzate in barba alle normative e al coprifuoco vigente, i commercianti hanno altri modi di protestare, innanzitutto compulsando – come ho già detto – la politica per far cambiare provvedimenti che riteniamo dannosi e attraverso una solidarietà che potremmo mettere in campo noi gestori di attività alimentari facendo una serrata di sostegno alle altre categorie più penalizzate. Quella di ieri sera sembrava più la protesta di chi ha bisogno nello stare in strada dopo mezzanotte, e non è la nostra protesta”.
Quindi De Luca ha sbagliato nell’annunciare il lockdown?
“E’ fondamentale ribadire senza mezze misure che se dovessimo decidere tra morte fisica dovuta al virus e morte economica è chiaro che per noi la salute viene prima di tutto, ma annunciare una chiusura delle attività senza prima mettere in campo misure di sostegno al reddito significa solo provocare allarmismo. E in questo momento è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno”.
Di quale sostegno al reddito parlate?
“Sappiamo benissimo che la Regione Campania, al momento non è in grado di mettere in campo risorse necessarie, perciò abbiamo chiesto che eventuali provvedimenti di chiusura fossero annunciati dal governo, ma contemporaneamente abbiamo bisogno di sapere come poter portare avanti le nostre attività commerciali. E’ necessario che il governo metta risorse ingenti necessarie e immediate che prevedono il blocco dei fitti, delle utenze e la riduzione delle tasse fisse in maniera proporzionale alla chiusura delle attività”.
Sono iniziative che può mettere in campo solo il Governo?
“No, chiediamo anche alle amministrazioni comunali di fare uno sforzo e ridurre – almeno relativamente ai periodi di chiusura imposti – in modo proporzionale il pagamento della tassa sulla spazzatura, che per alcuni è diventato un ulteriore mutuo, e la tassa di occupazione del suolo pubblico”.
Intanto il Governo ha previsto la per le attività ristorative, bar e pasticceria alle 18…
“Sarebbe stato meglio a questo punto una chiusura totale con un sostegno certo alle imprese che un lockdown parziale, visto che ad una forte riduzione delle entrate ci sarebbero i costi complessivi fissi immutati: i frigoriferi dovranno stare sempre accesi, il personale avrà sempre la stessa paga, l’affitto dovrà essere pagato in toto.
Ma quello che è più grave è che ancora una volta si annunciano le (mezze) chiusure ma ancora non si conoscono le misure di sostegno che il governo darà a queste categorie di esercenti”.
Massimo Napolitano

