Juve-Napoli, dal tweet della Juve alla Lega. ASL, Ministri e dirigenti. Tutto tranne che sportività e rispetto per le vittime

Juventus-Napoli è stato tutto tranne che sport, sportività e rispetto per le vittime del Covid. Una partita non disputata per alcuni casi di Covid nella società azzurra dove la vergogna è iniziata presto, con il post su Twitter della Juve per comunicare l’intenzione di scendere comunque in campo, nonostante il Napoli di De Laurentiis, per ovvi motivi non sarebbe stato allo stadio di Torino.

Un post a dir poco vergognoso, che è stato poi arricchito da formazioni, arrivi allo stadio dei calciatori e riscaldamento. E pensare che con la scelta del Napoli si è tutelata la salute della gente e dei calciatori bianconeri. Ma a questo molti non ci arrivano.

A far discutere sono state poi le dichiarazioni del Presidente Andrea Agnelli, che davanti ai microfoni di SKY dice chiaramente che a parti invertite la sua società sarebbe comunque partita, un atteggiamento quindi nella piena mancanza di rispetto delle regole. Anche lo Stato ha toppato, i Ministri Speranza della Salute e Spadafora dello Sport, non sono stati in grado di far valere la loro parola nel modo giusto, prendere una posizione netta nel rispetto delle regole, questo andava fatto da subito senza rimbalzare la palla da una parte all’altra.

E pure il decreto è chiarissimo ed in caso di Covid in una squadra di calcio, rimanda la decisione alle Regioni e alle ASL locali, quindi la verità di chi ha ragione è semplice da percepire. Chi ha perso in questa storia? Tutti. Chi ha vinto? Nessuno forse solo menefreghismo e strafottenza.

Tags: