Sebastian Gallo, l’infermiere che omaggia il Napoli e porta sorrisi al Cotugno

Lavorare come giornalista significa raccontare tante storie, quella che vi racconto oggi è quella di un amico impegnato da mesi nel duro lavoro di infermiere al Cotugno di Napoli, faccia a faccia con il Coronavirus. Ne ha viste tante di storie in questi mesi di pandemia Sebastian Gallo, infermiere di Torre Annunziata, ma questo non gli ha tolto la voglia di far sorridere i suoi pazienti realizzando delle tute un po’ speciali come quelle dedicate a Jovanotti e alla vittoria del Napoli in Coppa Italia.

Sebastian da quanto tempo sei impegnato in reparto?
Mi hanno chiamato nel mese di marzo, c’era bisogno di personale per l’emergenza.

Quanta paura in questi mesi?
All’inizio c’era tanta paura, di essere contagiato e di portare l’infezione a casa.

In famiglia siete tutti infermieri giusto?
Si, i miei sono infermieri e anche mio fratello che ora è impegnato a Firenze.

Hai accettato un incarico molto difficile
Io ho accettato perchè ho scelto di fare questo lavoro che più che un lavoro è una vera e propria missione. Ho alle spalle i miei genitori che mi hanno incoraggiato e sapevo a cosa andavo incontro. 

Quante storie hai visto in questi mesi?
Tante storie difficili. Alcune soprattutto quelle belle restano impresse nella mente. Una ragazza di 25 anni ricoverata con polmonite, vederla uscire con le sue gambe è stata un’emozione enorme. Poi ci sono le storie brutte, come quando non superano la malattia. Tante vittime, ma tante storie di persone che sono riuscite a superare questa pandemia come un padre e un figlio dimessi nello stesso giorno.

Quante ore di lavoro?
Lavoriamo tantissime ore, all’inizio è stata dura. Tante ore di straordinario. L’emergenza era forte, e i pazienti tantissimi con i reparti pieni.

Come nasce la tuta Mertens?
La tuta nasce come omaggio alla vittoria in questo momento così brutto, ma anche per rallegrare i pazienti. Ho realizzato più di una tuta, c’è anche quella dedicata a Jovanotti. Volevo farla arrivare Jovanotti ma non ci sono riuscito. Ho scelto Mertens, perchè rappresenta un idolo per tanti giovani, poi c’è una stima personale per le bellissime parole che ha sempre detto su Napoli e i napoletani.  

Chi è stato il primo a vederti con la tuta Mertens e cosa ti ha detto?
Un paziente anziano, che non sapeva della vittoria e lui subito ha capito mi ha detto: “dispiace solo non aver visto i calciatori del Napoli alzare la coppa”