Oggi, 8 Giugno 2020, ricorre il 66° Anniversario dell’Immacolata della Basilica Pontificia S. Croce di Torre Del Greco. Ripercorriamo le vicende storiche da cui nasce questo prestigioso anniversario della comunità torrese.
Nel 1954 il Vaticano proclamò l’Anno Mariano per il centenario del dogma dell’Immacolato concepimento di Maria (1854), proclamato da Papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla “Ineffabilis Deus” , che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento; tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria.
Il dogma dell’Immacolata Concezione riguarda il peccato originale: per la Chiesa cattolica infatti ogni essere umano nasce con il peccato originale e solo la Madre di Cristo ne fu esente: in vista della venuta e della missione sulla Terra del Messia, a Dio dunque piacque che la Vergine dovesse essere la dimora senza peccato per custodire in grembo in modo degno e perfetto il Figlio divino fattosi uomo.

La comunità torrese da sempre devota all’Immacolata, colse l’opportunità di manifestare tutta la propria devozione alla Madonna. I fedeli ebbero l’idea incoronare simbolicamente la statua dell’Immacolata presente nella Basilica Pontificia di Santa Croce e simbolo della processione sacra dell’8 Dicembre.
Mons. Stefano Perna, allora Preposto Curato della Basilica di Santa Croce, e il Sindaco Francesco Coscia, firmarono la petizione per ottenere la grazia dell’incoronazione e la inoltrarono al Vaticano l’8 Novembre 1953. Anche l’Arcivescovo di Napoli, Marcello Mimmi, prese a cuore la richiesta del popolo torrese ed, infatti, fu lui a curare passo passo l’istruttoria a Roma.
Finalmente, il 22 Febbraio 1954, il Vaticano autorizzò l’Arcivescovo Mimmi a procedere con l’incoronazione e dispose alcune modifiche da apportare alla statua ed alcune direttive sullo svolgimento della funzione.
La corona, però, doveva essere un regalo a cui tutti i torresi potevano partecipare. Per questo motivo, l’8 Maggio dello stesso anno fu indetta la “Giornata dell’oro”:
chiunque volesse esprimere la propria devozione poteva recarsi in Piazza Santa Croce (allestita e decorata per l’occasione) e offrire pubblicamente gioielli e oggetti in oro da trasformarsi nella corona per l’Immacolata.

Il giorno dell’incoronazione venne celebrata una Solenne Messa a rito pontificale da Sua Eminenza Rev.ma il Signor Cardinale di Napoli Marcello Mimmi, con l’assistenza del Rev.mo Capitolo Metropolitano, degli Ecc.tni Vescovi della Campania, del Clero della Zona Vesuviana, delle Autorità civili, ecclesiastiche e militari. Verso le 19 la folla aveva invaso letteralmente la Piazza e le strade adiacenti. I balconi erano tutti costipati fino all’inverosimile. Cominciavano, pertanto, ad arrivare le Autorità. Tra i primi gli Ecc.mi Arcivescovi Serena e Pollio, il Vescovo Mons. De Cieco, il Sindaco di Napoli, Comandante Lauro, alti ufficiali e magistrati.
Verso le 19:25, una folla impressionante si stringeva intorno al palco. Era una vera marea scossa da un brivido solo: Maria! Maria! Maria! Viva l’Immacolata. Alle 20 precise, una applauso scrosciante salutò l’arrivo dell’Em.mo Cardinale Arcivescovo di Napoli Marcello Mimmi.
Entrato in chiesa e asceso il trono, indossava i sacri paramenti per procedere al rito della incoronazione. Si formava così un piccolo corteo, che si portava in piazza, in attesa che venisse condotta la veneratissima statua della Vergine sorretta dai portatori. Furono attimi di ansiosa attesa…
Apparve l’Immacolata sul limitare della porta maggiore della Prepositura… Fu un delirio, un agitarsi di fazzoletti, un lancio di palloncini, impetuose ovazioni a Maria, soprattutto il grido del cuore e della fede: “Viva l’Immacolata!” .
Dovettero trascorrere parecchi minuti perché si placasse l’entusiasmo del popolo. Attraverso gli altoparlanti fu chiesto il silenzio… La folla obbedì. Il Cancelliere della Rev.ma Curia dava lettura del decreto del Capitolo Vaticano.
Subito dopo l’Em.mo Cardinale intonava un’ antifona mariana e incensava l’immagine della Madonna.
Immediatamente dopo Mons. Perna pronunciava un discorso nel quale egli metteva in risalto le virtù della Madonna,volle sottoliniare l’antico rapporto tra i Torresi e la Vergine Immacolata in cui da secoli,avevano riposto ogni fiducia e grazia. Così alle ore 22 alla presenza di tutte le autorità civili, militari ed ecclesiastiche, l’Em.mo Cardo Arcivescovo di Napoli, Marcello Mimmi, celebrava il solenne pontificale.
Tra i presenti vi erano i rappresentanti di S.E. il Prefetto, del Sindaco di Napoli, dei Comandanti in capo delle forze armate e della magistratura. Le Autorità locali erano al completo. Spiccava un foltissimo gruppo di sacerdoti. Il solennissimo rito, diretto dai cerimonieri della Cattedrale e assistito dai Canonici della Metropolitana e dagli alunni del Seminario Maggiore, fu seguito dalla folla con ammirata attenzione e devozione ardente. La «Schola Cantorum» dei fratelli delle Scuole Cristiane eseguì scelta musica, che fu un vero ricamo di armonia.
Al termine del sacro rito, il Cardinale Arcivescovo rivolgeva la sua parola ai presenti, congratulandosi per la riuscita delle iniziative. Concluse impartendo a tutti la sua pastorale benedizione.
Il Preposito, commosso, ringraziava tutti, primo fra tutti l’Em.mo Pastore ed implorava il materno sorriso della Madonna, apportatrice di grazie e di benedizioni. Si avvicina il grande momento. L’artistica corona di oro, retta da dodici damigelle, biancovestite, su di un magnifico cuscino di velluto cremisi, veniva presa dal Sindaco e data a Sua Eminenza… Il popolo trattenne il respiro… La piazza e le strade adiacenti piombarono in un impressionante silenzio… Furono momenti di ansiosa, spasmodica attesa… Il Cardinale, lentamente, la deponeva sul capo della augusta immagine della Immacolata.,ma le distanze e l’altezza crearono qualche problema,infatti fù necessario inclinare leggermente la statua. Scoppiò come un tuono fragoroso l’applauso del popolo.
L’entusiasmo esplose in mille e mille episodi di esultanza popolare. Si accesero fuochi d’artificio, mentre l’armoniosa voce delle campane dello storico campanile si univa al coro possente di tutta Torre…
Finalmente il voto era appagato. L’Em.mo Cardinale Arcivescovo se ne rendeva interprete con un’ allocuzione che tradiva la sua intima commozione e il suo vivissimo compiacimento.
Cavaliere Domenico Giuseppe Costabile

