Quarantasei anni fa la strage di piazza della Loggia: il ricordo di Brescia ai tempi del coronavirus

Niente potrà mai cancellare nel cuore dei bresciani il ricordo di quel terribile giorno di maggio, che ha cambiato definitivamente la vita di molti cittadini. E neanche il coronavirus è riuscito a fermare le celebrazioni in memoria delle vittime dell’attentato, in una Brescia messa in ginocchio dalla pandemia, ma pronta a rialzarsi.

È il 28 maggio 1974. A Brescia è una giornata come altre. In piazza della Loggia è prevista per le 10 una manifestazione contro il terrorismo neofascista, alla quale aderiscono centinaia di persone. Ma alle 10:12 tutto cambia. La normalità viene devastata dall’esplosione di una bomba nascosta in un cestino dei rifiuti. I numeri sono gravissimi: 8 morti e ben 102 persone rimaste ferite. L’evento, passato alla storia con il nome di strage di piazza della Loggia, è considerato ad oggi uno degli attentati più gravi dei cosiddetti “anni di piombo”, insieme alla strage di piazza Fontana, la strage del treno Italicus e la strage di Bologna.

Dopo anni di indagini, ostacolate da depistaggi e vari tentativi di insabbiamento delle prove, vengono condannati alcuni componenti del gruppo neofascista Ordine Nuovo, tra cui Carlo Digilio (come esecutore materiale) e il dirigente ordinovista Carlo Maria Maggi, come mandante. Il motivo della strage è da riscontrare nell’ambito della strategia della tensione, caratterizzante degli “anni di piombo” e dei vari tentativi di sovversione dell’ancora giovane sistema repubblicano.

Quest’anno la ricorrenza della strage capita in un momento difficile per Brescia, come la pandemia di coronavirus. Il capoluogo di provincia lombardo è stato, e continua ad essere, tra i più colpiti d’Italia. Eppure, come ha scritto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in ricordo dell’attentato, “Brescia ha saputo rispondere, oggi come 46 anni fa, con coraggio, dignità, con la solidarietà di cui la sua comunità è capace e con un’unità decisiva e esemplare per tutto il paese”.

Alla celebrazione in memoria della strage hanno preso parte il sindaco Emilio Del Bono e i vertici delle istituzioni politiche e religiose di Brescia. “In questa giornata mi preme ricordare le vittime del Covid e i martiri della strage di Piazza della Loggia. In questi momenti capiamo cos’è una città e ne cogliamo l’anima e il cuore” afferma il vescovo Pierantonio Tremolada, che ha dato inizio alla commemorazione. Oltre alle otto vittime di quel giorno, oggi sono stati ricordati anche due bresciani coinvolti nell’attentato, e morti per Covid-19 in questi mesi: Anna Rizzi, che rimase ferita, e Alberto Bottardi, che 46 anni fa perse la sorella a piazza della Loggia. Ricordo particolare poi per la figura di Cesare Trebeschi, ex sindaco di Brescia, scomparso recentemente, e cugino di Alberto Trebeschi, una delle vittime della strage.

Infine, significativo il ricordo del presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, la quale ha scritto al primo cittadino Del Bono: “Nessuna ideologia può giustificare la barbarie. Da quel giorno terribile, ci sono voluti anni di indagini per scoprire finalmente la verità e i responsabili di questo vile attentato. Oggi finalmente possiamo dire che la strage di piazza della Loggia ha dei colpevoli e che giustizia è stata fatta”.

Dario Gargiulo