Silvia Romano, la volontaria rapita 18 mesi fa in un villaggio del Kenya, è in Italia. L’aereo che l’ha riportata nel suo paese è atterrato a Ciampino dove ad accoglierla, oltre ai familiari, anche il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
La giovane, sorridente, ha salutato il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e ha poi abbracciato a lungo i genitori e la sorella. La cooperante è stata liberata ieri in una zona non lontana dalla capitale della Somalia, Mogadiscio. Silvia Romano è scesa dalla scaletta dell’aereo, indossando una veste islamica verde e una mascherina anti-coronavirus.
Un lungo applauso durato circa 5 minuti e campane in festa hanno accolto alle 14 in punto a Milano l’arrivo a Ciampino di Silvia Romano, la cooperante di 24 anni rapita in Kenia nel 2018 e liberata ieri dopo 17 mesi di prigionia. Al rintocco delle campane della chiesa in fondo a via Casoretto, dove la giovane abita con la mamma, i vicini di casa si sono affacciati ai balconi, hanno battuto le mani per diversi minuti per il flash-mob organizzato per il suo rientro in Italia. Anche in strada alcuni abitanti del quartiere hanno applaudito con gioia alla sua liberazione. Ai balconi sono stati appesi dei palloncini e diversi striscioni. All’ingresso del condominio diversi cartelli con scritto: “Bentornata a casa Silvia”, e anche “Le brigate volontarie per l’emergenza salutano Silvia”.

L’Unicef Italia esprime grande gioia per la liberazione di Silvia Romano, dopo 18 mesi di angoscia. “Silvia rappresenta la parte migliore del nostro paese, spesso invisibile: un’Italia che dedica la propria vita agli altri, che resiste. Bentornata Silvia!” aggiunge il presidente di Unicef Italia Francesco Samengo.
I momenti di quando fu prelevata dai rapitori, l’ipotesi della sua conversione all’Islam e le fasi del rilascio con lì’ipotesi del pagamento di un riscatto. Saranno anche questi i temi che verranno affrontati nel corso del colloquio tra Silvia Romano e gli inquirenti e che si svolgerà nel pomeriggio nella caserma dei carabinieri del Ros alla presenza del pm. Sul suo rapimento i magistrati di piazzale Clodio hanno avviato una indagine che nei mesi si è avvalsa delle collaborazione sia delle autorità kenyote che di quelle somale. Per chi indaga la prima fase del sequestro è stata gestita da una banda composta da 8 persone che avrebbe poi ceduto la ragazza a gruppi islamisti legati a Al Shabaab in Somalia.
Fonte Ansa.it

