Grazie al bando Resto al Sud sono state aperte nel Mezzogiorno 4.642 nuove imprese finanziate da Invitalia. Il progetto, diventato operativo a partire dal gennaio 2018, rappresenta una grande opportunità per i giovani imprenditori meridionali che desiderano lanciare un’attività propria.
Un bilancio più preciso si potrà fare sul medio-lungo periodo, valutando l’andamento delle attività che dovranno diventare autosufficienti. Resto al Sud prevede un finanziamento a fondo perduto fino al 35% per avviare il progetto, mentre il restante 65% può essere garantito con un mutuo erogato dal Fondo di Garanzia per le PMI del Mediocredito Centrale.
Per le 4.642 domande approvate si stima un investimento totale di 311 milioni, 147 dei quali garantiti da agevolazioni statali. Si calcola che queste nuove imprese possano dare lavoro a ben 17.568 persone, contribuendo a ridurre il tasso di disoccupazione del Sud.
Naturalmente non possono essere approvati tutti i progetti, ma solo quelli che risultano fattibili e realmente innovativi. Vengono fatte attente selezioni per individuare le proposte più credibili, quindi è necessario presentare un business plan chiaro e trasparente.
I giovani imprenditori devono conoscere bene i criteri, i requisiti e le modalità di presentazione della richiesta per l’accesso al finanziamento Resto al Sud. Qui la guida di Contributi PMI per capire chi sono i destinatari, qual è l’importo ottenibile, quali sono i progetti accettati e come presentare la domanda.
Le richieste sono ulteriormente aumentate dopo la modifica alla norma risalente al 2019, la quale estende il finanziamento alle persone Under 46, ai professionisti e a quelle aree del Centro Italia colpite dal terremoto.
La maggior parte dei progetti approvati (53%) comprende attività turistiche e culturali. Non certo un caso, considerando che il turismo è uno dei principali volani per la crescita del Mezzogiorno. A seguire ci sono le imprese artigianali e manifatturiere con il 20%.
Tra le regioni più attive spicca la Campania, con il 54,05% delle domande accettate. Alle 2.509 nuove imprese campane si affiancano le 688 calabresi e le 650 siciliane.
Tra coloro che presentano domanda per accedere al bando, il 59% è composto da uomini ed il 41% da donne.
Solo il 19% può vantare nel curriculum lauree, master o dottorati, mentre il 65% dei richiedenti ha solo un diploma di licenza superiore.
La percentuale più significativa di richiedenti (34%) comprende giovani imprenditori con un’età compresa tra i 30 ed i 35 anni.
Stando alle tendenze di questi ultimi mesi, le domande per accedere al finanziamento di Resto al Sud sono destinate a salire per avviare un’imprenditorialità al Mezzogiorno autonoma e capace di valorizzare le risorse del proprio territorio.

