Portici, dirette social al veleno in M5S. Erra accusa Caramiello: “Accordi sottobanco per il gettone di presenza”

Portici. E’ ormai inarrestabile il conflitto scoppiato all’interno del Movimento Cinque Stelle di Portici fra il consigliere comunale Alessandro Caramiello e l’ex candidato grillino Giovanni Erra.

A innescare l’esplosione, un post di Erra su alcune mascherine consegnate dai consiglieri Caramiello e Avolio (e da altri tre attivisti del MoVimento 5 Stelle) all’interno di un volantino di propaganda politica – con tanto di simbolo dei 5 Stelle –  che contestava su vari fronti l’operato dell’amministrazione Cuomo. Modus operandi che l’ex candidato alla poltrona più alta dell’Assise ha condannato, ritenendolo strumentale e lontano dai principi dello stesso Movimento.

Tra l’altro, le consegne sono avvenute in 20 giorni e sono state visitate 700 famiglie, così come confermato dagli stessi attivisti.

“Da questo si può capire che 5 persone che hanno girato, hanno corso il rischio di propagare l’infezione Covid19”.

E se in un momento iniziale il botta e risposta fra i due si è consumato su tematiche inerenti quello scivolone, dalle dirette quotidiane di aggiornamento Covid-19 di Caramiello e dalle taglienti risposte di Erra affidate a Facebook, gli argomenti si sono fatti ben più scottanti, toccando punti dolenti, come i gettoni di presenza percepiti da Caramiello.

“Mentre da un lato sbandieravi la politica senza soldi – uno stralcio delle parole di Erra contro Caramiello, comparse in un post pubblico – con l’altra mano stavi stringendo accordi sottobanco per poter continuare a venire indisturbato in consiglio senza perdere il famigerato gettone di presenza. Ricordi? Fui costretto a dire che tu parlavi a titolo personale e che in quel momento non rappresentavi il Movimento 5 Stelle. Io conosco un solo aggettivo per descrivere queste persone che rinnegano i principi per i quali ci si era battuti vendendosi per il solito piatto di lenticchie. Ricordi ho hai bisogno di qualcuno che ti rinfreschi la memoria?”.

Evidentemente l’ex candidato sindaco grillino ribatte sulla “memoria corta”, proprio per replicare alla stessa accusa con la quale è stato strigliato da Caramiello nei giorni scorsi.

“Prova a spiegare al gruppo di Portici – scrive ancora Giovanni Erra – quali accordi stavi architettando e con quali obiettivi e per tutelare quali interessi. Non certo quello dei cittadini di Portici. Non hai avuto nemmeno il pudore di capire il momento drammatico che stavo vivendo con mia madre (triste evento che ha convinto Erra ad abbandonare la carica di consigliere comunale ndr) quando mi chiamasti perché volevi assolutamente che io mi dimettessi da capogruppo, in questo modo, se fossi stato tu il capogruppo potevi beneficiare di altre 24/48 ore di  permesso in più, tutte pagate, che ti avrebbero consentito di non andare a lavoro”.

I permessi dal lavoro retribuiti a cui si riferisce Erra sono quelli percepiti da Caramiello e da altri consiglieri comunali per assentarsi dal lavoro, per una spesa di circa 2.500 euro al mese per ogni consigliere. Costi molto elevati che assieme al numero delle ore di permesso sono in passato stati oggetto di un violento scontro, culminato in consiglio comunale con la maggioranza che modificò il regolamento riducendo i costi, nonostante il voto contrario dell’opposizione.