“Il Coronavirus è un fenomeno nuovo per la nostra società e anche l’Unione europea si trova davanti ad uno scenario inedito. È un’organizzazione fondata sulle libertà, la libertà di movimento di persone, merci, servizi e capitali, ma in queste ore queste libertà sono di fatto sospese. All’Unione si chiede dunque di fare un lavoro diverso. Un lavoro per il quale non solo non ha esperienza, ma non è neanche dotata di adeguati strumenti”.
Così in una nota l’europarlamentare dem Andrea Cozzolino.
“Al Consiglio europeo informale di ieri, alcuni Paesi tra cui l’Italia, la Spagna, la Francia, la Grecia, il Portogallo, hanno chiesto ai 27 di liberare il coraggio, l’ambizione e la solidarietà di cui c’è bisogno e di cui, in passato, l’Europa ha già dimostrato di essere capace. Non è un grido di aiuto, è un grido per farci avanzare insieme sul campo di battaglia come cittadini europei.
Adesso aspettiamo le proposte dell’Eurogruppo per finanziare la ricostruzione e quelle della commissione relative ad un piano d’azione integrato. Il Parlamento europeo darà il necessario contributo per assicurare che siano offerte all’altezza della sfida e il MFF, il quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea, che necessita approvazione del Parlamento, ne sarà una componente essenziale”, aggiunge.
“Quando la scienza è impegnata per trovare un vaccino che sconfigga il virus, le istituzioni possono impegnarsi per dotarsi di strumenti finanziari nuovi, essenziali per ricomporre le macerie che questi lascerà inevitabilmente dietro di sé”, conclude.

