I numeri reali del Gioco Legale in Italia

Lo scorso mese di febbraio, un articolo pubblicato sul giornale della CEI “Avvenire” ha sollevato un polverone. Tema: il gioco d’azzardo e le sue cifre in Italia.

Il pezzo, a firma di Maurizio Fiasco, analizza le cifre relative alla spesa di gioco nel 2019.

Stando all’analisi dell’esperto, tra le altre cose sociologo e consulente della Consulta Nazionale Antiusura, i numeri del gioco in Italia, per spesa media, raggiungerebbero cifre astronomiche: si parla, infatti, di 1830 euro a testa. Un dato clamoroso. Per Fiasco, insomma, tutta la normativa che ha investito il settore dell’azzardo, in particolar modo tra 2018 e 2019, altro non avrebbero fatto che aumentare, anziché ridurre, il consumo di gioco.

Fiasco a questo proposito cita i dati: nella sua analisi si legge un tondo 108 miliardi e seicento milioni di euro di spesa messi a bilancio nell’ultimo riassunto.   “I concessionari contrastano accanitamente le nuove misure, ma alla prova dei fatti esse non li danneggiano: sono troppo leggere e non sortiscono l’effetto sperato. In poche parole, è stato spento un terzo delle slot machine in funzione dal 2018; sono stati adottati, in circa 600 Comuni, regolamenti limitativi” – si legge nella sua analisi.

Fiasco spiega anche che l’abitudine a scommettere non si è affatto stoppata, in alcun modo, poiché la fascia adulta della popolazione continua a scommettere. E avanza, a questo proposito, la creazione di una nuova relazione tra lo stile di vita e la tecnologia. Per lui la fidelizzazione al gioco d’azzardo non sarebbe che una estensione di massa della dipendenza patologica.

Fiasco denuncia anche l’evanescenza delle tante campagne di prevenzione, aggiungendo che i tagli ai punti di accesso non sarebbero misure preventive valide per contenere un rischio elevato: il disturbo, insomma, ha i numeri di una epidemia.

Ovviamente la risposta degli operatori del settore non è tardata ad arrivare: Gaming Insider ha infatti smentito i numeri dell’analisi che, va detto, comprende il totale della popolazione italiana, pari a circa 60 milioni di abitanti.

Gli operatori del settore hanno rilanciato dicendo come i soldi spesi realmente dagli italiani non riguardino la raccolta, ma siano una somma da cui sottrarre ovviamente le vincite. Stando a queste controprove, i soldi spesi sarebbero poco più di 19 miliardi. E così vengono anche smentiti i dati sulla spesa media reale, che si ferma a 320 euro pro capite. Ma la risposta degli addetti ai lavori è ancor più precisa, andando a contestare Fiasco nei dettagli e sottolineando come, prendendo ad esame solo i maggiorenni, la spesa pro capite salirebbe sì, ma di poco, a 390 euro.