YAMAHA MOTOR: un brand che continua a tenerci col fiato sospeso

La Yamaha ha ottenuto molti dei suoi successi, nelle gare di moto GP, grazie a Valentino Rossi, che l’ha scelta come moto ufficiale sin dal 2004. Dopo la vittoria di Assen, però, sembra essere iniziato un declino che la casa ha scaricato sulle spalle del campione. Rossi, infatti, è stato sostituito con il giovane Fabio Quartararo, che ha risvegliato la passione dei sostenitori del famoso marchio. Valentino, intanto, sembra essersi concesso uno out-out per il 2020, pur confessando che la sfida che è disposto ad affrontare sta diventando troppo dura.

Come nasce il brand?

La Yamaha è un marchio che comincia a farsi conoscere grazie alla strumentazione musicale. Chitarre e amplificatori hanno fatto conoscere il logo dei tre diapason in tutto il mondo. Un logo che simboleggia la sinergia che la casa ha sempre considerato come fondamentale. Si tratta, in pratica, dell’equilibrio imprescindibile tra il settore produttivo, il settore commerciale e la parte che l’azienda ha deciso di dedicare, sin dai primordi, alla ricerca e allo sviluppo tecnologico. Un simbolo adottato nel 1927 che nel 1964 viene modificato proprio per essere applicato sulle moto e che diventa definitivo nel 1967, per tutte le attività della Yamaha.

Gli scooter

Possedere una moto della Yamaha è un sogno comune a molti appassionati, giovani e meno giovani. Spesso si guarda ai modelli scintillanti, messi in mostra in vetrina, pensando che si debba spendere una fortuna per possederne uno. In realtà basta una ricerca in portali specializzati come dueruote.it dove è possibile trovare dell’ottimo usato, come lo scooter X-Max 400 della Yamaha, ad esempio, che è riuscito ad imporsi come uno dei modelli di maggior successo. Ovviamente la famiglia X-Max offre modelli e cilindrate differenti, per soddisfare tutte le esigenze e accontentare tutti i gusti.

Si parte dal 125 cc, per il quale basta una patente di tipo “A”, da prendere a parte se la patente “B” per l’auto non la comprende già. Il 400, invece, rappresenta il vertice della categoria, con un motore da 33,3 CV, che pure si distingue per i consumi molto bassi, almeno rispetto alle moto di pari cilindrata. L’X-Max infatti è uno scooter in versione sportiva, alternativo al T-Max. Ciò perché X-Max va sul mercato con un prezzo di listino decisamente più basso e un’impostazione tecnica meno ricca e complessa.

Tra gli scooter, poi, ci sono anche i piccoli della Yamaha, come il Booster che dal 1990 ha messo su strada 350.000 veicoli. Tra i maxi-scooter invece, sin dal 1996, c’è il Majesty 250, anzi, è proprio il Majesty a creare la categoria dei maxi-scooter, combinando il comfort dello scooter, alla tecnologia e alle prestazione delle moto di media cilindrata. Una rivoluzione che ultimamente ha fatto approdare la Yamaha al T-Max 500, con un motore bicilindrico da mezzo litro e una carrozzeria degna dello scooter più confortevole.